La Gelmini difende Berlusconi che attacca la scuola

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:40

“Pensare che continuamente ci sia da parte del governo un attacco alla scuola pubblica fa comodo alle opposizioni per poter andare in piazza. Lo facciano, ma da parte di questo governo non c’è e non c’è mai stato alcun attacco alla scuola pubblica”. Ad affermarlo è stata il ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, recentemente intervenuta a un incontro svoltosi a Milano (alla presenza anche del sindaco Letizia Moratti) con gli studenti di una scuola elementare.

“Il problema reale – ha ripreso la Gelmini ai microfoni de Il Fatto Quotidiano Tv – è come migliorare la scuola pubblica e come garantire agli studenti una scuola di qualità”. E inevitabilmente interpellata sui tagli che, secondo molti, stanno determinando l’impoverimento generale degli istituti italiani: “Non ci sono nuovi tagli – ha subito chiarito il ministro – il piano di razionalizzazione viene confermato, ma credo che non ci saranno problemi di funzionamento proprio perché abbiamo confrontato il fabbisogno effettivo di cattedre sulla base del numero degli studenti“.

“Vi prego di non guardare alla scuola solo dal punto di vista occupazionale – ha aggiunto la responsabile dell’Istruzione – mi rendo conto che questo è un punto importante perché la scuola ha molte professionalità e quindi certamente è un volano dell’occupazione, ma questa non può essere l’unica angolazione. Dico anche – ha continuato la Gelmini – che sulle spese di funzionamento quest’anno non ci saranno problemi, diversamente dall’anno passato. Abbiamo stanziato le stesse risorse che erano disponibili ai tempi del governo Prodi – ha marcato il ministro – e non sarà necessario chiedere soldi alle famiglie”.

E sul tema scivoloso degli insegnanti di sostegno, su cui – secondo molti osservatori – si sarebbe abbattuta una severissima scure: “Un conto – ha dribblato l’esponente del governo – è il tentativo di eliminare le disabilità che qualche volta, con troppa superficialità, vengono riconosciute, un conto è ridurre gli insegnanti di sostegno. Se guardiamo all’oggettività dei numeri, gli insegnanti di sostegno sono aumentati di 3.500 unità. Il governo ha semplicemente chiesto maggiore rigore alle Asl in generale per quanto riguarda  il tema della disabilità – ha concluso la Gelmini – Chi ha bisogno deve poter essere sostenuto, chi invece fa il furbo va punito“.

Maria Saporito

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!