Yara: una donna l’autrice delle ferite sul corpo?

Qualora l’indiscrezione fosse avvalorata dai riscontri ottenuti dagli esami autoptici e dai rilievi della scientifica, a Brembate di Sopra, il paesino bergamasco salito alla ribalta per essere il luogo dove si è svolto l’inquietante fatto di cronaca, si potrebbe abbandonare l’epiteto mostro per rispolverare quello di strega.

Infatti, da voci provenienti dagli ambienti investigativi sembrerebbe prendere piede l’ipotesi che a uccidere la piccola Yara Gambirasio, scomparsa il 26 novembre scorso dopo essere uscita dalla palestra e il cui cadavere è stato ritrovato – o fatto ritrovare? – esattamente dopo tre mesi in un campo semi abbandonato di Chignolo d’Isola, potrebbe essere stata una donna.

L’idea si baserebbe sulla constatazione che le ferite ritrovate sul corpo della vittima – sembrerebbero essere state sei, anche se qualcuno ha parlato addirittura di otto colpi – non sarebbero particolarmente profonde e quindi potrebbero essere state inferte da qualcuno che non aveva una particolare forza fisica.

I fendenti che, a quanto pare, hanno raggiunto la giovane ginnasta al collo, alla schiena e al polso non dovrebbero essere state la causa principale della morte.

Infatti, sin dai primi giorni successivi ai primi esami autoptici si è parlato della possibilità che Yara possa essere stata strangolata e che quei segni sul corpo potessero essere solo l’espressione di una foga disorganizzata da parte dell’omicida.

Tuttavia, c’è anche chi ha ritenuto – e a pensarla in questo modo sono stati sia noti criminologi che gente comune – che dietro quelle ferite potrebbe esserci stata una precisa intenzione da parte dell’assassino e non solo un raptus di follia. Qualcuno ha ipotizzato anche la possibilità che l’omicidio possa essere ricollegabile a qualche gruppo esoterico.

Tuttavia, quest’ultima possibilità sembra essere poco considerata da chi si sta occupando ufficialmente delle indagini.

Il mistero di Brembate è parso intricato fin dai primi giorni, adesso, se non bastasse, potrebbe diventarlo ancora di più.

S. O.