Yara, gli inquirenti hanno deciso: Nuovi interrogatori

Domandare, chiedere, insinuare, provocare e poi ancora incrociare le risposte, gli alibi, i pensieri. Senza sosta, senza dare nulla per scontato.

E’ ciò che gli inquirenti hanno deciso di fare, nella speranza che si possa ricavare da questi ennesimi interrogatori qualche indizio, un nuovo input capace di dare una svolta all’inchiesta. Per l’occasione si parla di diverse decine di persone che verranno riascoltate nelle prossime ore. Molti di loro sono stati già sentiti nei mesi passati, quando si pensava che Yara potesse essere ancora in vita.

Qualcuno ha ucciso Yara Gambirasio e probabilmente è ancora lì nei dintorni di Brembate di Sopra, il paesino di poche migliaia di abitanti nella provincia bergamasca che tre mesi fa è diventato, senza che nessuno lo potesse immaginare, il set di un giallo che si è tinto di rosso sangue. Almeno metaforicamente, perché per il resto non si è ancora ben capito se di esso siano state rinvenute tracce sul luogo del delitto o nelle sue immediate vicinanze.

Si sa che esistono delle ferite sul cadavere. Ma quale sia l’arma che le ha procurate – un coltello o un punteruolo? -, in quale luogo e quando – prima o dopo la morte? – sono tutte domande di cui si non si conoscono le risposte. Bisognerà attendere il responso definitivo dei medici legali che si sono occupati dell’autopsia e delle analisi anatomopatoligiche.

Nel frattempo sembrano allungarsi anche i tempi per la celebrazione delle esequie della tredicenne. In un primo momento si pensava che il funerale potesse svolgersi già nel corso di questa settimana e, a tal proposito, il sindaco di Brembate, Diego Locatelli, aveva paventato l’intenzione di disporre come luogo del rito uno spazio all’aperto, adeguatamente ampio per raccogliere tutti coloro che vorranno dare un ultimo saluto a Yara.

Ma in conseguenza dell’approfondimento degli esami medico-legali, è ormai certo che tutto verrà rimandato alla prossima settimana.

S. O.