Di Pietro boccia la riforma della giustizia

La giustizia, si sa, per lui è una cosa seria. Nonostante abbia deciso di appendere la toga al chiodo per intraprendere un percorso squisitamente politico, l’attaccamento di Antonio Di Pietro alla sua ex professione è un’evidenza talmente innegabile da aver stimolato animate discussioni fuori e dentro le Aule del Parlamento.

Tra i suoi più convinti detrattori, infatti, non mancano coloro che assicurano che l’ex pm sia sceso in politica solo per rendere più immediati quei cambiamenti dell’ordine giudiziario che da tempo auspica, credendo che la sua “militanza” rappresenti solo una grossolana “copertura”.

Sia come sia, l’ex togato – intervenuto sul “nervo scoperto” della riforma della giustizia che approda oggi in Cdm – ha anticipato la sua sonora bocciatura: “Come volevasi dimostrare, ancora una volta – ha scritto ieri Di Pietro in una nota ufficiale – il Pdl e il governo parlano di riforma della giustizia ma, in realtà, vogliono deformare la Costituzione. Infatti, riducono l’indipendenza della magistratura ed eliminano, di fatto, l’obbligatorietà dell’azione penale”.

“In buona sostanza – ha incalzato il leader dell’Idv – stabiliscono una giustizia domestica: ‘zero tolerance’ per la povera gente e ‘tutto tolerance’ per i boiardi di Stato e per le cricche del potere”.

E non è tutto perché l’ex magistrato di Mani Pulite ha avuto da ridire anche sui suoi “compagni” di coalizione, che a Napoli (per le prossime amministrative) hanno deciso di voltare le spalle a Luigi De Magistris per sostenere la candidatura del prefetto Mario Morcone: “Napoli richiede uno sforzo di discontinuità rispetto alle politiche del passato – ha spiegato Di Pietro – e uno sforzo di unitarietà per evitare di affidare l’amministrazione della città al gruppo dei Cosentino o al clan dei Casalesi. Per questa ragione, riteniamo che la candidatura di Luigi de Magistris sia la più forte e la più convincente sia in termini di buona amministrazione sia – ha precisato – come segno tangibile di discontinuità”.

“Ci adopereremo fino all’ultimo giorno utile – ha incalzato il presidente dell’Idv – affinché, da parte del Pd, vi sia un ripensamento operoso a favore dell’unitarietà della squadra, della coalizione e nell’esclusivo interesse della città e non nell’interesse di vecchie logiche spartitorie dalle quali anche il Pd – ha concluso – deve distaccarsi dando un segno chiaro di discontinuità”.

Maria Saporito