Sanità, arriva la ricetta elettronica dal 1° aprile

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:10

Dopo il buon risultato dato dall’introduzione dei certificati online, adesso arrivano le ricette elettroniche. Dopo il periodo di sperimentazione iniziato nel 2010, ben presto in tutte le regioni d’Italia i pazienti non presenteranno più nelle farmacie la classica ricetta cartacea, ma soltanto la tessera sanitaria ed un codice con cui il farmacista, collegandosi al sistema, accederà alla prescrizione del medico.

Con la trasmissione dei dati ricavati dalle ricette, si stima un risparmio di circa il 30% sulla spesa farmaceutica, pari a 2 miliardi di euro ogni anno. Per i medici inadempienti (tenuti a trasmettere elettronicamente almeno l’80% delle ricette ogni mese) sono previste delle sanzioni, che prevedono una decurtazione dell’1,15% del loro compenso convenzionale su base annua. “I camici bianchi saranno sanzionabili solo se in possesso di tutti gli strumenti idonei a far funzionare il sistema” chiarisce Giacomo Milillo, segretario nazionale della Federazione medici di famiglia.
Dal Ministero delle Finanze è arrivato infatti il decreto che chiude la fase sperimentale e fissa il calendario per l’avvio della fase a regime delle procedure previste dal Dpcm 26 marzo 2008. Nove le regioni in elenco, con le rimanenti a seguire secondo un’agenda da fissare in un secondo decreto: la prima a partire sarà la Val d’Aosta, dal prossimo 1 aprile, poi l’Emilia Romagna, dal 1 maggio, quindi Abruzzo, Campania, Molise e Piemonte dal 1 luglio, Calabria e Liguria da settembre e infine la Basilicata dal 1 ottobre.

Non tratta di digitalizzazione o di ”dematerializzazione” delle prescrizioni, ma soltanto di invio dati: in sostanza, dalle date sopra indicate i medici di famiglia dovranno trasmettere al ministero delle Finanze (tramite Sac, Sistema di accoglienza centrale) un pacchetto di informazioni ricavato quotidianamente dalle ricette prescritte. Pacchetto che comprende il codice fiscale dell’assistito, il codice della ricetta, il codice Icd9, i dati relativi alle eventuali esenzioni, le note Aifa, la prescrizione, il tipo di ricetta, la data di compilazione e l’indicazione del tipo di visita (ambulatoriale o domiciliare).

Dall’1 aprile la “ricetta elettronica” sarà inviata solo al Ministero e soltanto “una volta che sarà a regime la gestione del Numero di ricetta elettronica sarà possibile cominciare a sviluppare dei servizi senza carta“. Lo precisa in una nota l’assessorato regionale alla Sanità, Salute e Politiche sociali, rassicurando sull’emissione delle ricette cartacee da parte dei medici ai pazienti.
Adriana Ruggeri

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