Yara: anche il dna di una donna sul corpo della ragazzina

Anche le mani di una donna sul corpo di Yara Gambirasio, la tredicenne scomparsa a Brembate di Sopra (Bg) il 26 novembre scorso e poi ritrovata morta a fine febbraio in un campo di Chignolo d’Isola, un comune a dieci chilometri da quello in cui la ragazzina viveva.

Sarebbe questa la clamorosa indiscrezione venuta fuori dai primi risultati degli esami effettuati dagli uomini della Scientifica sul cadavere della giovane ginnasta.

A diffondere la notizia è stato Enrico Fedocci, inviato di NewsMediaset.

A quanto pare sarebbe stato individuato un nuovo dna, stavolta appartenente a  una donna, probabilmente estranea al nucleo familiare e alla cerchia di amici frequentata da Yara. Già stamane erano stati diffusa una notizia simile: in quel caso, però, si era parlato del dna di una persona di sesso maschile.

Qualora l’indiscrezione trovasse conferma nelle prossime ore, si inizierebbe a definire con un pizzico di chiarezza in più la dinamica del delitto: la presenza dei diversi dna sul corpo della ragazzina potrebbe significare che a tendere la trappola ai danni di Yara siano stati almeno in due. Forse una coppia, ma è anche vero che non si può escludere la partecipazione di terzi nell’omicidio.

Rimane comunque da stabilire se a prendere Yara sul cammino che dalla palestra l’avrebbe riportata a casa sia stata soltanto una persona o se ad agire, già in quel momento, siano stati in più di uno. Dalle prime ricostruzioni fatte, si ipotizza che Yara conoscesse il proprio omicida: ad avvalorare questa idea è il fatto che nessuno pare abbia sentito urlare nella zona in cui si trovava la tredicenne.

Ma siamo ancora nel campo delle supposizioni. Per avere maggiori elementi bisognerà attendere i risultati delle perizie fatte dai medici legali: su tutti bisognerà capire il modo in cui Yara è stata assassinata.

Strangolamento o cos’altro? E le ferite rinvenute sul cadavere che cosa dimostrano: la foga concitata di un omicida impreparato oppure qualcosa di più?

S. O.