Yemen, Saleh promette una riforma costituzionale. L’opposizione: troppo tardi

Dopo l’annuncio della “riforma globale” fatto ieri in Marocco dal re Mohammed VI, oggi arrivano da Sana’a le parole del presidente Alì Abdullah Saleh: “Redigeremo una nuova Costituzione basata sulla separazione dei poteri. Un referendum su questa nuova Costituzione si terrà prima della fine di quest’anno”. Una riforma che dovrebbe portare ad una forma parlamentare di governo.

Nemmeno l’immediata replica dell’opposizione, che ha rifiutato la proposta, ha cambiato la volontà di rinnovamento di Saleh il quale, parlando davanti a migliaia di suoi sostenitori, lancia addirittura un invito di collaborazione ai suoi avversari politici: un governo di unità nazionale nel quale anche l’opposizione contribuisca a creare il nuovo assetto politico. “Questa iniziativa arriva troppo tardi – è la replica -. Le richieste della piazza vanno oltre e sono più grandi.

Resta infatti ancora viva la richiesta di dimissioni del Presidente, che aveva assicurato la sua volontà di non ricandidarsi alle prossime elezioni del 2013, rifiutando però di abbandonare il suo incarico prima della fine del mandato. Di certo c’è che l’annuncio fatto da Saleh non può che rappresentare una svolta nell’evoluzione di una protesta che dura ormai da quasi un mese e che ha provocato finora trenta morti. Ma soprattutto l’annuncio di Saleh arriva in un momento in cui la protesta sembra diventare inarrestabile.

Proprio due giorni fa, infatti, 10 mila persone hanno sfilato per le strade di Dhamar (60 chilometri a sud di Sana’a), il feudo politico del Presidente, nonché città natale del Primo Ministro e del Ministro dell’Interno. A Dhamar gli stessi membri del Pmc (il partito al governo) avevano riferito di un sit in organizzato dai manifestanti, i quali hanno minacciato di restare in città fino a quando il Presidente non si sarebbe dimesso.  Una giornata, quella di Martedì, che ha coinciso con l’ulteriore dilagare di manifestazioni in tutto lo Yemen. E’ forse anche per il crescere della pressione popolare che Saleh si è affrettato a parlare di nuova Costituzione. Ed è forse anche per questo che l’opposizione non ha accettato la proposta.

Cristiano Marti