Cosentino: i voti dei camorristi andarono a Bocchino

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:48

Il processo intentato contro Nicola Cosentino è partito ieri. Un avvio immediatamente stoppato (l’udienza è durata appena 20 minuti) e rimandato al prossimo 18 aprile. Sul coordinatore campano del Pdl pende un’accusa pesante: quella di essere stato per anni il referente politico del clan del Casalesi, il colletto bianco di Gomorra. Ma l’ex sottosegretario all’Economia ha ostentato serenità e rimarcato ai microfoni dei tanti giornalisti (anche stranieri) presenti ieri nell’Aula del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere la volontà di difendersi e di dimostrare – entro tempi brevi – la sua innocenza.

Per questo Nick ‘o americano ha chiesto il rito immediato, per accelerare i tempi necessari ad appurare la sua completa estraneità al reato di concorso esterno in associazione mafiosa ipotizzato contro di lui. “Fino ad oggi c’è stato un processo mediatico – ha esordito il pidiellino – finalmente avremo un processo in cui ci sarà un giudice terzo che potrà valutare le argomentazioni dell’accusa e della difesa e per quanto mi riguarda – ha continuato Cosentino – porterò in Aula dibattimentale la ricostruzione cristallina e trasparente della mia storia politica“.

“La ragione per la quale ho chiesto il processo con rito immediato – ha ripreso il coordinatore del Pdl in Campania – è perché desidero che i cittadini conoscano al più presto la verità su questa indagine che, per quanto mi riguarda, mi ha prodotto un danno enorme, soprattutto di prospettiva politica e d’immagine, e finalemente – ha aggiunto l’ex sottosegretario di Tremonti – avremo la possibilità di vedere che fine farà questa indagine”.

Trattenendosi con i tanti cronisti che lo hanno incalzato dentro e fuori l’Aula del Tribunale, l’imputato ha quindi detto: “Se avrete la bontà di seguire il processo, ne vedrete delle belle. Ma scusate un secondo: io sono stato per vent’anni all’opposizione e sono io che debbo rispondere di reati così infamanti mentre chi ha prodotto questo sistema (quello connesso alla cattiva gestione dello smaltimento dei rifiuti in Campania, ndr) utilizza ancora scorciatoie per evitare un giudizio?”.

E in un crescendo di loquacità, non le ha mandate a dire: “Sentite – ha continuato Cosentino rivolgendosi ai giornalisti – qui è chiaro che è tutta una manovra politica. Mi si accusa di aver preso dei voti (dai camorristi, ndr) ma nel ’96, nel collegio elettorale di Casal di Principe, considerato tra i più mafiosi d’Italia, è stato eletto Italo Bocchino, mica io che sono stato eletto altrove. Dopodiché – ha proseguito – sono stato candidato nel 2000, nel 2004, nel 2006 in posizione blindata nel collegio Campania 2, ero ai vertici del partito e salivo in automatico. Io non ho preso voti camorristi. Dal ’95-’96 – ha precisato Cosentino – non c’è più un parlamentare incriminato per voto di scambio. Bocchino mi fa la guerra – ha affondato – perché in Campania non tocca palla”.

Maria Saporito

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