Giulio Scarpati: “I tagli al Fus attacco a migliaia di lavoratori italiani”

PROTESTE CONTRO I TAGLI – Dopo gli ennesimi tagli al Fondo Unico per lo Spettacolo (Fus) annunciati negli ultimi mesi, le polemiche degli addetti ai lavori e del mondo sindacale non accennano a placarsi. A riaprire il discorso con un veemente j’accuse è l’attore Giulio Scarpati, già noto protagonista di Un medico in famiglia e presidente del Sindacato italiano attori, affiliato a Slc/Cgil: ““Gli ulteriori gravi tagli al già esiguo stanziamento previsto per lo spettacolo – ha reso noto Scarpati, attraverso un comunicato stampa – rendono chiaro l’intento politico di infierire nei confronti di questo settore.”

“Appare superfluo, a questo punto, dettagliare ancora una volta, quali gravi conseguenze comportano questi tagli non solo per gli operatori del settore ma per il sistema paese e i cittadini tutti – ha aggiunto Scarpati – . Il provvedimento appare ancor più vessatorio e paradossale se si considera che solo pochi giorni fa il governo ha deciso di dividere in due giornate le tornate elettorali e referendarie previste nella prossima primavera, con un costo stimato di circa 300 milioni di euro.”

L’attore ha concluso infine con una dichiarazione tutt’altro che arrendevole: “Il Sai (Sindacato italiano attori, ndr) congiuntamente alle altre organizzazioni sindacali e alle associazioni dello spettacolo – ha concluso – sarà promotore di ulteriori iniziative di lotta contro quello che ormai può essere considerato un deliberato attacco a centinaia di migliaia di lavoratori italiani.”

All’attore ha fatto eco Emilio Miceli, Segretario Generale Slc/Cgil: “In questo accanimento del governo, con i tagli alla cultura, c’è odio verso il lavoro intellettuale – ha dichiarato Miceli attraverso un comunicato stampa della Cgil – a tal punto da mettere in discussione, a 150 anni dall’unità d’Italia, teatri grandi e piccoli, produzioni cinematografiche, grandi e piccole, oltre che migliaia e migliaia di posti di lavoro“.

Chiuderanno teatri, anche prestigiosi – ha aggiunto Miceli -. Pensavamo che con le annunciate dimissioni di Bondi si chiudesse la fase peggiore dell’attacco alla cultura ed alle arti. La verità è che ci attendono giorni ancora più pesanti e più bui. Sappiano che risponderemo colpo su colpo e che alla maggiore intensità dei loro tagli corrisponderà una maggiore intensità della nostra risposta”.

Roberto Del Bove