Libia, Berlusconi: “Interlocutori dell’Ue sono gli insorti, non Gheddafi”

”Oggi abbiamo deciso che il colonnello Gheddafi non può più essere un interlocutore internazionale per l’Unione europea”. E’ quanto ha dichiarato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al termine del Consiglio Europeo che proprio oggi ha avuto all’ordine del giorno la difficile situazione libica.

“Lo abbiamo invitato a recedere dalle sue posizioni”, ha aggiunto il premier. Nel leader libico e vecchio amico del Cavaliere, ”si è radicata l’idea di restare al potere”, soprattutto in seguito alla decisione del Tribunale penale internazionale di accusarlo di crimini contro l’umanità per la feroce repressione messa in atto contro gli insorti.

A questo punto, ha spiegato il presidente del Consiglio, ”nessuno potrà fargli cambiare idea” e ”non vedo possibile l’ipotesi dell’esilio”. L’Unione europea, ha riferito Berlusconi ai cronisti, ”ha poi dichiarato di essere aperta ad interloquire con il Grande Consiglio nazionale creato dagli insorti libici a Bengasi”, che pertanto rappresenta a tutti gli effetti ”un interlocutore legittimo”, come più volte ripetuto negli ultimi giorni da Nicolas Sarkozy.
Nessun sostegno, invece, è giunto dall’Ue all’altra proposta avanzata dall’Eliseo. Dell’idea di bombardare parte del territorio libico, ha infatti dichiarato il premier, ”non se ne è neppure parlato e quindi non è passata”. Neppure la creazione di una ‘no fly zone‘ sui cieli della Libia come possibile azione contro Gheddafi e i suoi attacchi aerei ”è citata nel documento finale del Consiglio Ue sulla crisi libica” ma, ha concluso Berlusconi, ”ci siamo detti di essere attenti a tutte le opzioni che si rendessero necessarie. Ovviamente in accordo con Onu, Ue e soprattutto con la Lega Araba e l’Unione Africana”.

Raffaele Emiliano