Libia: Frattini, “l’Italia si muoverà con l’Onu, no a bombardamenti”

La Francia aveva risposto un pieno sì alla possibilità di azioni militari contro Gheddafi in Libia. Anche all’ipotesi di un’azione unilaterale.
L’Italia invece dice no ai bombardamenti mirati in Libia che Nicolas Sarkozy sembra voler proporre oggi ai colleghi europei e, assieme alla Nato, continua ad insistere sulla necessità di un chiaro mandato dell’Onu per qualsiasi opzione militare contro il regime di Gheddafi.

Sarebbe impossibile per noi imbarcarci in una situazione che non preveda il coinvolgimento del Consiglio di Sicurezza dell’Onu in un quadro di piena legalità internazionale”, ha chiarito infatti il ministro degli Esteri Franco Frattini, arrivato ieri a Bruxelles alla riunione straordinaria dei capi delle diplomazie dell’Ue mentre le agenzie battevano la decisione dell’Eliseo di riconoscere formalmente il Consiglio nazionale transitorio creato dagli insorti a Bengasi.

Una decisione unilaterale che è stata accolta da alzate di spalle e commenti come quello di un diplomatico che attribuisce alla Francia “il solito complesso dei primi della classe”. E se Parigi ha annunciato di voler aprire un’ambasciata a Bengasi, Frattini ha ricordato che l’Italia una sede diplomatica a Bengasi ce l’ha già: è il consolato chiuso dopo l’assalto del 2006 causato dalla maglietta anti-islam di Calderoli.

Sarà riaperto a breve”, ha assicurato il titolare della Farnesina, rivendicando tra l’altro come l’Italia sia stato l’unico Paese, finora, a rispondere concretamente agli appelli degli insorti. L’Italia ha anche chiesto e ottenuto di mettere per iscritto in previsione del vertice straordinario di oggi con Berlusconi la richiesta di un “burden sharing” tra i 27 sull’emergenza immigrazione, ovvero di una condivisione da parte di tutti gli Stati membri della gestione degli immigrati.

Matteo Oliviero