Terremoto Giappone: Farnesina attiva Unità di Crisi e verifica italiani coinvolti

Roma, 11 marzo. Dopo la notizia del terremoto che stamane ha scosso il Giappone, il Ministero degli Esteri italiano ha immediatamente attivato l’Unità di Crisi per fronteggiare tutte le emergenze. Il titolare della Farnesina Franco Frattini ha inoltre espresso solidarietà alla popolazione nipponica e sta seguendo personalmente l’evolversi della vicenda.

La Farnesina, in stretto contatto con l’Ambasciata italiana a Tokyo, sta facendo indagini per scoprire l’eventuale coinvolgimento di italiani nel violento sisma e nel successivo tsunami che si è abbattuto sulle coste. La stessa ambasciata ha attivato tutti i suoi contatti per raggiungere gli italiani presenti sul territorio, informarsi sul loro stato di salute, e in caso prestargli assistenza. Tuttavia, i collegamenti e le telefonate non sono affatto facili.  Le reti di cellulari e telefoni fissi nella regione di Tokyo praticamente fuori uso. Per questo motivo, i diplomatici sono costretti all’uso di apparecchi satellitari.

Il Ministro degli Esteri Franco Frattini ha espresso “la propria vicinanza all’amico popolo nipponico per il tragico sisma e lo tsunami che stamani hanno violentemente colpito il Giappone”. Il Ministro Frattini, inoltre, “segue personalmente lo sviluppo degli avvenimenti” essendo in continuo contatto sia con l’Unità di Crisi che con l’Ambasciatore a Tokyo, Vincenzo Petrone. Lo riferisce una nota sul sito web della Farnesina.

“Ai connazionali che si trovano nel sud del Paese – si legge in un comunicato dell’Unità di Crisi della Farnesina diffuso attraverso il sito web “Viaggiare Sicuri” – si consiglia di tenersi informati sull’evolversi della situazione attraverso i mass media locali e internazionali o il proprio agente di viaggio, di contattare la propria compagnia aerea sulla regolarità dei voli e di  attenersi alle misure di cautela impartite dalle Autorità locali”. Tuttavia, c’è fiducia per le misure con cui il Giappone è capace di fronteggiare i terremoti che frequentemente attraversano il suo territorio. Secondo le statistiche, la regione nipponica è attraversata da una scossa, spesso di basso livello, ogni 5 minuti. “Le Autorità e le strutture sono ben adeguate per questo tipo di eventi – ha assicurato la Farnesina – e negli alberghi sono segnalate le misure da adottare in caso di terremoti”.

Le tecnologie antisismiche, già diffuse da tempo nel Paese, hanno infatti impedito che l’esponenziale crescita di vittime, attualmente ferme a circa 30. Una costatazione spaventosa, soprattutto se si pensa che la scossa che ha colpito l’Abruzzo e L’Aquila nell’aprile del 2009 è stata 30mila volte meno violenta di quella in Giappone, ma ha causato un numero molto maggiore di morti.

Emanuele Ballacci