Yara: M.C. e il fidanzatino erano solo dei fake

M.C., l’amica di Yara – o almeno chi si è dichiarata tale sul social network Facebook, facendo ipotizzare di poter essere a conoscenza di segreti sull’assassino che ha sconquassato la tranquillità di Brembate di Sopra – è soltanto un bluff. Una finzione di cattivo gusto.

Nel gergo di internet vengono definiti fake, ovvero coloro che si spacciano per qualcun altro, creando profili ad hoc. Il fenomeno, studiato anche dai sociologi, spesso ha connotazioni burlesche, ma capita anche che acquisisca dei tratti inquietanti. E questo è uno di quei casi.

Ma andiamo con ordine.

Qualche giorno fa sul gruppo Facebook dedicato alla tredicenne scomparsa lo scorso novembre e ritrovata cadavere lo scorso 26 febbraio, un utente di nome M.C. scrisse: «A Brembate tutti ci conosciamo e tutti conoscono noi e questo ci fa ancora più paura. Lui conosce tutto e io ho paura».

Il messaggio destò così tanto scalpore che anche gli inquirenti si interessarono al caso, cercando di entrare in contatto con la presunta coetanea e compagna di Yara. Nei giorni successivi, la maggior parte delle testate rese nota la notizia secondo cui la vera M. aveva denunciato – tramite la famiglia – il “furto” della propria identità virtuale sul noto social network, al punto che i genitori della piccola avevano optato per la chiusura dell’account.

Nonostante ciò, l’utente Marta Casile ha continuato a scrivere sotto le mentite spoglie di un alter ego, tale Anima Fragile. La presenza della presunta adolescente – che quotidianamente si dichiarava distrutta dal dolore seguito alla morte della cara amica, al punto di confidare di volerla seguire in paradiso – ha coinvolto diverse decine di membri del gruppo che hanno cercato di mostrarle solidarietà e affetto.

Tuttavia con il passare dei giorni, qualcuno ha iniziato ad avanzare dei dubbi sulla reale identità dell’utente Anima Fragile: la ragazza era quasi sempre collegata e in molti si chiedevano come fosse possibile che una ragazzina così piccola, ed evidentemente sconvolta dalla tragedia, potesse essere lasciata per così tanto tempo su Internet senza che la famiglia si premurasse di starle vicino in un momento così delicato.

Ebbene, proprio oggi, gli amministratori del gruppo Facebook hanno rivelato che dietro quel nickname – e diversi altri, tra cui tale Skat Boy, il presunto fidanzatino di M. – in realtà si celerebbe qualcuno molto più grande che avrebbe sfruttato la tragica vicenda per tirare un brutto scherzo alla comunità virtuale.

La vicenda, che probabilmente sarà denunciata agli amministratori del social network ma forse anche alla polizia postale, ha acceso l’ira di numerosi internauti che, chiaramente delusi dalla scoperta, hanno inveito contro chi fino a pochi giorni fa consolavano con affetto.

S. O.