Berlusconi: “No alla dittatura delle toghe rosse”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:41

“Il grande Alexis de Toqueville diceva: ‘Tra tutte le dittature la peggiore è quella dei giudici'”. In un audiomessaggio ai “Promotori della Libertà”, il premier Silvio Berlusconi torna a parlare della riforma della Giustizia e, tanto per cambiare, attacca le ‘toghe rosse’ che vogliono fare, assieme all’opposizione, ‘il male di Berlusconi’.

“Con questa riforma noi cercheremo di evitare che questo (la dittatura dei giudici, ndr) ci accada. Questa volta – avverte il presidente del Consiglio – indietro non si torna, anche se noi saremo sicuramente aperti a integrazioni e a miglioramenti“.

“Saremo attaccati, ma noi lavoriamo solo per l’Italia e non per una persona”, precisa il premier replicando a quanti accusano il governo di varare esclusivamente norme ‘ad personam’.

“Cari amici – continua Berlusconi – nei prossimi giorni e nelle prossime settimane dovremo rispondere ai numerosi attacchi che la sinistra e le toghe rosse hanno già iniziato a rovesciarci addosso nel tentativo di ostacolare ed evitare questa riforma. Ma sappiamo di avere argomenti molto validi per ribattere ad ogni critica e ripeto, una maggioranza coesa e determinata in Parlamento. Noi siamo un grande partito riformatore che si deve confrontare con una opposizione conservatrice che non fa l’interesse del Paese per fare il male di Berlusconi“.

“Se questa riforma fosse stata fatta per tempo, la storia recente dell’Italia – sottolinea Berlusconi riferendosi a Tangentopoli – sarebbe stata diversa. Non ci sarebbe stata quella esondazione della magistratura dagli argini costituzionali che ha portato ad annullare un’intera classe di governo nel 1992-93, che ha causato l’abbattimento del nostro primo governo nel 1994, che ha determinato anche la caduta di un governo di sinistra a causa della loro improvvida proposta di riformare la giustizia avanzata dal ministro Mastella, così come non si sarebbe potuto portare avanti il tentativo tuttora in corso di eliminare il governo in carica per via giudiziaria. Lo dico con il massimo della serenità e dell’oggettività, perché questi sono fatti ormai consegnati alla storia”.

“Da parte nostra invece – conclude Berlusconi- c’è soltanto l’obiettivo di lavorare per il bene dell’Italia, e di eliminare finalmente una anomalia, anzi una patologia grave della nostra democrazia

R. E.

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