Giustizia, Franceschini: “Quella riforma distrugge l’autonomia della magistratura”

‘La riforma della giustizia di cui hanno bisogno gli italiani è quella che rende più veloci i processi, in particolare le cause civili, che dia certezza della pena, che informatizzi i tribunali rendendo così più veloce l’amministrazione della giustizia. Tutto questo non c’entra nulla con la proposta del governo che è davvero un attacco alla Costituzione”. E’ quanto ha dichiarato il presidente dei deputati del Pd Dario Franceschini, intervistato da RaiNews 24 a margine della manifestazione di Roma in difesa della Costituzione.

”E’ bene – ha spiegato l’esponente democratico – che oggi ci sia una piazza così piena di gente che difende la propria Carta costituzionale perché quella riforma distrugge l’autonomia della magistratura. L’incrocio tra fine dell’obbligatorietà dell’azione penale e la separazione delle carriere mette di fatto la determinazione dei reati da perseguire e l’azione ei pubblici ministeri sotto il potere politico, sotto il potere della maggioranza. E’ bene reagire senza alcuna incertezza”.

E al giornalista che gli fa notare come la maggioranza sostenga di essersi rifatta al lavoro della Bicamerale, dove proprio il centrosinistra aveva aperto alla separazione delle funzioni ora rinnegate, Franceschini replica: ”Mentono sapendo di mentire. La distinzione delle funzioni è tutta un’altra cosa ed è stata applicata nel nostro ordinamento dopo la Bicamerale per scelta del centrosinistra, prevedendo che un Pm non possa andare a fare il magistrato giudicante nella stessa regione, distinguendo nettamente le funzioni”.

Non c’entra nulla con la riforma di ieri – ribadisce il presidente dei deputati democratici – che di fatto mette i Pm sotto il controllo dell’esecutivo e affida alla politica il compito di dire se è più importante un reato o l’altro. Io immagino con questa maggioranza quella lista di priorità dove rotolerebbe la corruzione”, conclude Franceschini.

R. E.