Libia, Berlusconi: “Baciamano a Gheddafi? Sono un guascone”

Dopo aver dichiarato ieri, al termine del Consiglio Europeo, che “il colonnello Gheddafi non può più essere un interlocutore internazionale per l’Unione europea”, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi cerca di scrollarsi di dosso l’imbarazzo derivante dalla stretta amicizia che per lungo tempo lo ha legato al leader libico, autore di una feroce repressione nei confronti degli insorti e più volte ospitato in Italia con tutti gli onori.

Intervistato dal settimanale ‘Gente‘, il premier scherza e, parlando del baciamano concesso a Gheddafi in una delle sue tante visite nel nostro Paese, dichiara: ”Ho un forte carattere guascone, che qualche volta mi porta in modo spontaneo a comportamenti non strettamente conformi alla forma”.

”Non nego di essere stato amico del popolo libico e lo sono ancora”, ammette il presidente del Consiglio, precisando tuttavia che “la violenza va sempre condannata, ancor più se nei confronti del proprio popolo”.

Quanto alla difficile situazione libica, spiega il premier, ”non ci resta che guardare gli sviluppi futuri, sperando che i Paesi del Mediterraneo non cadano nella mani dell’estremismo islamico, ma che siano capaci di impiantare le fondamenta solide di regimi pienamente democratici”.

Ma, intanto, proprio oggi dalla Libia si è levato un grido di rabbia nei confronti dell’atteggiamento italiano. Un atteggiamento da “traditori”, come è stato definito senza mezzi termini dai Saif, secondogenito del Rais.

Siamo rimasti scioccati dalla vostra posizione, anzi molto irritati, perché voi siete il primo partner della Libia al mondo; il numero uno nel gas, nel petrolio, nel commercio. Il presidente Berlusconi è nostro amico. Siamo vicini, amici. Perciò potevamo aspettarci questo da tutti, ma non dall’Italia!”, ha infatti dichiarato con toni minacciosi ai giornalisti italiani il figlio di Muammar.

Raffaele Emiliano