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Terremoto Giappone: a Fukushima tre contaminati dalle radiazioni

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Giappone, 12 marzo. Sale a 210.000 il numero delle persone evacuate nel territorio circostante la centrale nucleare di Fukushima Daiichi, costituita da sei reattori, di cui tre funzionanti al momento del sopraggiungere del sisma.

L’agenzia  Kyodo riferisce di almeno tre persone contaminate dalle radiazioni. Queste ultime apparterrebbero ad un “campione casuale” scelto tra 90 pazienti di un ospedale prossimo all’impianto giapponese. Non è chiaro se siano gli unici casi realmente verificatisi o siano invece, ad oggi gli unici di cui si ha notizia, ipotizzando così una contaminazione più estesa.

Le autorità giapponesi hanno comunque precisato che l’enorme numero di evacuati non dipende da un rischio concreto, ma è stato stabilito a puro scopo precauzionale.

Sembrerebbero confermate le prime voci che davano il reattore parzialmente fuso. Secondo quanto riportato dall’AGI, “La rilevazione di cesio all’esterno del reattore numero 1 di Fukushima Daichi conferma che il reattore, il cui sistema di raffreddamento si e’ bloccato dopo il terremoto di ieri, si e’ parzialmente fuso”. A questo proposito la Tepco, la compagnia che si sta occupando delle operazioni di raffreddamento del reattore nucleare ha però riferito che lo stesso “non ha subìto gravi danni”.

Il livello di radioattività all’esterno dell’impianto ha raggiunto un picco di 70 volte (1000 all’interno)  maggiore alla norma, causato dall’espulsione controllata di vapore radioattivo, operazione che ieri ha permesso di diminuire la pressione attorno al reattore e che avrebbe però causato un’esplosione, secondo una delle ipotesi che circola  riguardo alle cause di quest’ultima.  Nella suddetta esplosione  sono rimaste ferite quattro persone.

Il numero delle vittime del terremoto e del conseugente tsunami sale vertiginosamente. Analogo discorso per il numero di dispersi,i quali, secondo una stima purtroppo ancora provvisoria, sarebbero almeno 10.000.

Inoltre, la ha tremato ancora. Nuove scosse si sono verificate a 40  km di profondità, ma più vicine a Tokyo. Il proverbiale autocontrollo della popolazione giapponese “impedisce” scene d’isterismo e di panico di massa, ma la situazione rimane comunque drammatica.

A.S.

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