Terremoto Giappone: possibile fusione nucleare a Fukushima

12 marzo.  Il devastante terremoto che ieri ha colpito il Nord-Est del Giappone e che ha generato uno tsunami talmente violento da arrivare fino in California, ha messo ha messo fortemente a rischio anche alcune centrali nucleari. Di ieri sera la notizia di una possibile fuga radioattiva, pur controllata, dall’impianto di Fukushima Daiichi (Ichi, in giapponese significa “uno”). Oggi la situazione potrebbe però essersi aggravata e di molto.

All’esterno della centrale sono state infatti rilevate tracce di cesio radioattivo, il che indicherebbe una potenziale fusione nucleare in atto. Il Cesio 137, presente in enorme quantità all’indomani dell’incidente di nucleare di Chernobyl, ci mette generalmente 30 anni a perdere metà del suo potere radioattivo. L’elemento viene infatti generato  (non esiste in natura) all’interno dei reattori nucleari. Nella fusione si fondono i nuclei degli atomi, dando vita ad un nucleo più pesante. Il processo è possibile solo se si è in grado di produrre temperature elevatissime. Solitamente si fondono Deuterio e Trizio.

Dopo quella di ieri, più contenuta, oggi verranno probabilmente evacuate dalla zona circostante l’impianto nucleare, in un raggio di 10 km, 46.800 persone.

A seguito delle tracce di cesio radioattivo rinvenute a Fukushima, il Giappone ha avvisato l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) di essere in stato di allerta grave per quanto riguarda la stessa centrale del Nord-Est. Secondo quanto riporta AdnKronos, che cita come fonti anche  la stessa Aiea , si sarebbe verificato un calo del livello idrico nell’impianto di Fukushima, anche se si sta lavorando per impedire che vengano coinvolte nel suddetto calo anche le barre di combustibile di Uranio. Secondo alcune fonti le suddette barre sarebbero però rimaste esposte già esposte all’aria per alcuni secondi. La Tepco, l’azienda incaricata di innalzare il livello dell’acqua nel reattore avrebber però “smentito” il verificarsi di una fusione nucleare.

Nel frattempo il bilancio delle vittime è saluto vertiginosamente. Si parla di almeno 1400 morti. Sarebbero dispersi anche 28 italiani, ma  la Farnesina non parla per ora di “vittime italiane”. Ad oggi, non vi sono quindi notizie di connazionali deceduti.

A.S.