18 marzo: appuntamento per parlare di Peppino Impastato

Il nove maggio del millenovecentosettantotto fu un giorno emblematico per la storia d’Italia. Quel giorno venne ritrovato il cadavere di Aldo Moro, ucciso dalle Brigate Rosse, e al contempo venne ucciso uno dei simboli della lotta contro la mafia: Giuseppe Impastato, più noto come “Peppino”. Dilungarsi sulla storia di Peppino Impastato significa quasi fare retorica, dal momento che su di lui sono state scritte canzoni e sono stati fatti addirittura film. Peppino Impastato era un ragazzo che aveva il coraggio delle proprie idee e che aveva voglia di combattere per una Sicilia migliore. Si potrebbe definirlo una sorta di “fiore cresciuto sul cemento”, dato che lui per primo era figlio di quella mafia che ripudiava, che voleva eliminare dal proprio paese. Peppino Impastato continua ad essere commemorato ed a costituire un punto fisso ed un motivo di ispirazione per tutti coloro che hanno voglia di combattere per qualcosa di soggettivamente o oggettivamente giusto. L’anno scorso è uscito un libro dal titolo “Non con un lamento. Peppino Impastato, vertigini di memorie”. Tale opera, scritta da Giorgio Di Vita, che fu compagno ed amico di Peppino Impastato e che ebbe modo di partecipare con lui all’irriverente e coraggioso progetto che riguardava la celebre “Radio Aut”, voce fuori dal coro all’interno del paese di Cinisi nel quale crebbe e visse Peppino. Il libro non vuole rappresentare la lotta personale di Peppino Impastato, quella lotta che l’ha portato ad una fine atroce, che ancora offende chi l’amava e chi combatteva al suo fianco. Il libro di Giorgio Di Vita vuole narrare i sogni e gli ideali di quella specifica generazione della quale faceva parte anche Peppino Impastato. Venerdì diciotto marzo, il libro di Giorgio Di Vita verrà presentato a Roma dal proprio autore. L’evento, del tutto gratuito, si svolgerà alle ore diciannove presso Vicolo del Governo Vecchio ottanta. Le letture saranno a cura di Dale Zaccaria.

Martina Cesaretti