Incidente nucleare in Giappone: polemiche in Italia

Roma, 13 marzo. “le centrali di ultima generazione – ha spiegato ieri il Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomodispongono di dispositivi di sicurezza molto più numerosi, moderni e sofisticati rispetto a quelle degli anni ’60. Ragionando con la cinica ottica degli avvoltoi polemici di casa nostra prima di rinunciare al nucleare dovremmo rinunciare al termoelettrico per gli incidenti che si sono verificati nelle centrali tradizionali e anche all’idroelettrico visto il crollo delle diga in seguito allo tsunami.”

Resta il fatto, sembra però voler precisare il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro che “quando arriva un terremoto di tale intensita’, si va tutti al Creatore”, quindi, continua“buttare via tanti soldi per fare 13 centrali nucleari e per ottenere un’energia che si puo’ ottenere anche con risorse alternative e’ rischiosissimo per la salute dell’ambiente e per l’umanità”.

L’esplosione alla centrale nucleare di Fukushima Daiichi,  conseguente ad una fuga radioattiva provocata dal terremoto di venerdì scorso, classificata di gravità quattro su una scala di sette, ha rinvigorito il dibattito sull’utilità di ricavare energia attraverso impianti nucleari in Italia.

Sicuramente il contesto è piuttosto diverso. Il Giappone è sempre stato a forte rischio sismico con il conseguente pericolo degli tsunami (termine appunto originario del paese del Sol levante). In Italia il rischio non è così alto (pur non trascurabile) e comunque non riguarderebbe l’intero territorio della Penisola. In modo altrettanto certo, è possibile affermare che, come anche il Ministro dell’Ambiente ha ricordato, le nuove centrali italiane saranno di tutt’altra concezione rispetto, ad esempio, a quella  di Fukushima, risalente addirittura agli anni 50. Ma, se già la questione dell’utilizzo del nucleare ha spaccato l’Italia in due, la percezione di molti, in caso di terremoto, è sostanzialmente quella che, se la terra si apre, c’è poco da fare. Questo senza nemmeno pensare di voler mettere in dubbio la dichiarata sicurezza assoluta degli impianti di nuova generazione.

I 20 km  circostanti l’impianto nucleare di Fukushima sono stati evacuati a scopo precauzionale, secondo le autorità, ma intanto almeno tre persone sono state contaminate dalle radiazioni, oggi di livello molto minore, ma che nelle scorse ore si era attestato attorno a 1000 volte più del normale all’interno della centrale e tra le 20 e le 70 volte all’esterno. Uno scenario, trasmesso in diretta dai media, che non ha potuto non innescare polemiche e dibattiti in una nazione che si appresta a ritornare all’utilizzo dell’energia nucleare su larga scala.

A.S.