Pagelle Cesena-Juventus: Parolo super, bene Del Piero, Chiellini in difficoltà

PAGELLE CESENA-JUVENTUS –

Cesena (4-3-2-1)

Antonioli 6: Sui gol non ha responsabilità particolari, per il resto è poco impegnato.

Santon 6: Tiene la corsia di competenza senza soffrire, ma limita al minimo le scorribande offensive, anche quando gli ospiti sono in dieci (34′ st Ceccarelli s.v.).

Pellegrino 5: In grande affanno contro la potenza di Matri. Male, in particolare, sul secondo gol, quando l’attaccante juventino lo salta con troppa facilità.

Von Bergen 6: L’attacco ospite funziona bene e nel primo tempo corre qualche brivido. Meglio nella seconda parte di gara.

Lauro 6,5: L’ultimo Krasic è un fantasma, fin troppo facile da fermare. Così ha la possibilità di spingere e lo fa con buona continuità.

Caserta 5,5: Ci mette tanta corsa e buona volontà, ma senza la necessaria lucidità (7′ st Malonga 5,5: Una conclusione da fuori e stop).

Colucci 6: Del Piero arretra spesso dalle sue parti e nella prima parte soffre. Si riprende alla distanza, dando una grossa mano nella costruzione della manovra.

Parolo 7,5: Quantità e qualità al servizio della squadra per novanta minuti. Va a prendersi il rigore dell’1-2 superando Chiellini come un birillo, poi firma il pareggio con un bel destro di prima intenzione.

Giaccherini 5,5: L’impegno non manca di certo, si vede che ha una gran voglia di fare. Quel gol divorato a tre metri dalla porta vuota, però, ha dell’incredibile (28′ st Rosina s.v.).

Jimenez 6,5: Non è sempre nel vivo del gioco, ma quando decide di accelerare dà grande qualità alla manovra romagnola. Freddo dal dischetto, firma il gol che riapre la gara.

Bogdani 5: Si vede per un paio di sponde e poco più. Al quarto d’ora della ripresa, con il Cesena ancora sotto, sbaglia una colossale occasione davanti a Buffon.

All. Ficcadenti 6: Partenza da brividi, dopo 35′ il Cesena è sotto di due gol (anche se Giaccherini aveva già sprecato l’incredibile). Poi grande reazione d’orgoglio, Juve schiacciata nella propria metà campo e pareggio strameritato.

Juventus (4-4-2)

Buffon 7: Graziato da Bergonzi in occasione del rigore (ci stava il rosso), gioca una ripresa super, salvando la porta in almeno tre circostanze. Sul gol di Parolo si poteva far poco.

Motta 5,5: Parte con le migliori intenzioni, con un paio di cross interessanti. Espulso a fine primo tempo: il primo giallo è sacrosanto, il secondo sembra eccessivo.

Bonucci 5,5: In campo per l’infortunio di Barzagli, alterna qualche buona chiusura ad incredibili distrazioni. E la difesa bianconera scricchiola.

Chiellini 5: Stranamente fuori fase, sbaglia anche le chiusure più elementari. Incredibile il “buco” che manda Parolo a prendersi il rigore dall’1-2.

Traoré 6: Senza infamia né lode, impegnato più a difendere che a proporsi. Dalle sue parti il Cesena non sfonda.

Krasic 5: Impalpabile, prova qualche accelerazione ma finisce spesso per incartarsi. Sostituito per necessità nell’intervallo (1′ st Grygera 6: Fa il suo in una difesa ballerina).

Aquilani 5,5: Dà l’impressione di essere più vivo rispetto alle ultime apparizioni, ma è stranamente impreciso negli appoggi. Al rientro dall’infortunio, cala vistosamente nella ripresa.

Marchisio 6: Gara di sostanza, corre per due e non fa mai mancare il suo apporto in fase di interdizione.

Pepe 6: La qualità non è il suo mestiere, e infatti sbaglia qualche cross di troppo. Però lotta come un leone e risulta uno dei più volenterosi.

Matri 7: Decisivo, firma due gol solo apparentemente facili. Diagonale perfetto sullo 0-1, riflesso felino in occasione del raddoppio (32′ st Iaquinta s.v.).

Del Piero 7: Con le sue giocate di qualità prende per mano la squadra. Mette Matri davanti alla porta sul primo gol, poco dopo fa lo stesso con Pepe che però ciabatta. Davanti ad Antonioli centra il palo, ma è fortunato perché il 2-0 arriva lo stesso (22′ st Martinez s.v.).

All. Del Neri 5,5: Con Del Piero la squadra ha più qualità e tutta la manovra offensiva ne trae giovamento. Giusto togliere Krasic per inserire un difensore, ma le sostituzioni di Del Piero e Matri lasciano perplessi.

Pier Francesco Caracciolo