Successo del C-day: In Italia e in Europa circa un milione in piazza

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:16

Grande successo per la manifestazione a difesa della Costituzione e della scuola pubblica svoltasi ieri in molte piazze italiane e europee.
Circa un milione di persone ha sfilato nei diversi cortei secondo gli organizzatori del C-day.

A organizzare le manifestazioni sono stati l’associazione Articolo 21, il Popolo Viola ed altre associazioni. Alle iniziative hanno partecipato anche insegnanti e studenti per difendere la scuola pubblica.
Ovunque, senza bandiere di partito, gli italiani convinti che il governo Berlusconi stia intaccando i valori della Costituzione, sono scesi in piazza, unendo trasversalmente posizioni politicamente differenti, ma tutte accumunate proprio dalla difesa della Carta costituzionale, della formazione scolastica e della cultura.

Alle manifestazioni hanno partecipato anche numerosi esponenti politici, da Pierluigi Bersani, segretario del Pd ad Antonio Di Pietro, leader dell’Idv, da Fabio Granata del Fli a Nichi Vendola, leader del SeL.
Partecipazione compatta del mondo della cultura e dello spettacolo, con Dario Fo a Milano e Roberto Vecchioni a Roma che hanno infiammato le piazze.
Ho sognato di svegliarmi in un’Italia con gli arabi qui e con Bossi e tutti i leghisti scappati in Svizzera”, ha detto Fo dal palco di Milano.

Ogni città ha partecipato in maniera diversa, dagli elmetti tricolore di Trieste, ai bagni nel mare di Napoli al grido “viva a Costituzione”, alla lettura degli articoli della Costituzione al canto dell’Inno di Mameli.

Ma le manifestazioni ci sono state anche nelle principali città europee.
A Francoforte (la più numerosa con centinaia di manifestanti) e a Lille, in Francia, organizzate dalle comunità italiane locali.  Altre iniziative si sono tenute ad Amsterdam, Bruxelles, Edimburgo, Ginevra, Helsinki, Madrid, Londra, Praga, Siviglia.
Tra le musiche dell’Inno di Mameli, a qualche variazione sul tema Italia come ‘Libertà’ di Giorgio Gaber, ‘Viva l’Italia” di Francesco De Gregori e la più ironica “‘Italia sì, Italia no” di Elio e le Storie tese.

Matteo Oliviero

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