Terremoto Giappone: Google aiuta le ricerche dei dispersi

Almeno mille morti e 10 mila dispersi. E’ questo l’attuale bilancio del tragico terremoto di 8,9 della scala Richter che due giorni fa ha colpito il Giappone nord-orientale e dello tsunami di dieci metri che si è abbattuto sul Sendai e le altre coste sul Pacifico.

Google ha immediatamente attivato un servizio di collegamento tra le persone per reagire immediatamente alla tensione del momento. Google Person Finder è una sorta di bacheca che, in questo momento di estremo caos, aiuta a cercare persone che in questo momento risultano disperse o fornire informazioni su persone di cui si ha notizia. È anche possibile fornire informazioni su se stessi, per assicurare amici e familiari in un momento in cui internet rappresenta l’unico modo per mettersi in contatto con il resto del mondo perché le linee telefoniche risultano occupate e gli impianti elettrici sono saltati quasi tutti.

Una volta collegati al sito basta inserire il nome della persona che si sta cercando e comparirà un elenco di messaggi attraverso i quali sarà possibile approfondire la ricerca o fornire informazioni ulteriori. Uno strumento che permette il collegamento diretto tra persone per reagire alla tensione di queste ore. Attivato subito dopo le scosse che hanno sconvolto il Giappone, Google Person Finder è disponibile sia in lingua inglese che in lingua giapponese.

«Sono in salvo, ma essendo sul treno per Shinagawa non posso muovermi». «Sto bene». «Io, mia moglie e mia figlia stiamo bene». Sono alcuni dei messaggi che hanno ridato speranza a molte persone in pena per i propri amici e familiari che risultavano nell’elenco dei dispersi.

Dopo pochissime ore sono stati centinaia i messaggi di conforto, di ricerca e di soccorso, postati sulla bacheca del motore di ricerca e attualmente il conto delle segnalazioni sfiora quota 6mila. Google, per tentare di implementare le ricerche, ha predisposto che il servizio può essere postato su tutti i social network in modo da ottenere molta più visibilità e fare in modo che siano ritrovate molte più persone.

Daniela Ciranni