Yara, il mistero del furgone bianco: parla un testimone

Nel mistero attorno alla scomparsa, prima, e alla morte, poi, di Yara Gambirasio un posto particolare sembra essere occupato da un preciso mezzo di trasporto: un furgone bianco.

Il veicolo ha popolato più volte i racconti di vari testimoni e adesso è ritornato al centro dell’attenzione mediatica dopo che la trasmissione televisiva Quarto Grado, condotta da Salvo Sottile, ha mandato in onda la registrazione fatta da una telecamera di sorveglianza di una banca situata nella zona in cui, lo scorso 26 novembre, si persero le tracce della tredicenne.

Nel video si nota il mezzo per ben due volte tra le ore 18,28 e le 18,32. In molti si chiedono se possa essere stata una coincidenza o se quel passaggio ripetuto nei paraggi in cui si trovava Yara possa essere ricollegabile alla dinamica del suo rapimento.

A tal proposito, nel pomeriggio di sabato un residente della zona si è presentato davanti agli inquirenti per rilasciare dichiarazioni spontanee sulla vicenda. A quanto pare, l’uomo avrebbe assistito al passaggio del furgone e avrebbe notato dei dettagli che potrebbero chiarire i dubbi degli investigatori. Il video trasmesso su Rete4, infatti, è in possesso di chi indaga sul giallo di Brembate già da parecchio tempo e pare non essere stato ritenuto particolarmente importante, perché i minuti esatti in cui il mezzo è stato ripreso dalle telecamere non coinciderebbero con i tempi ipotizzati nella dinamica della scomparsa di Yara.

Nel frattempo le indagini continuano su più fronti. La settimana che volge al termine è stata ricca di nuovi sviluppi: su tutti, il ritrovamento dei due diversi dna sul cadavere della ragazzina, appartenenti a un uomo e a una donna, e il fatto che Yara potrebbe essere stata colpita con due armi diverse: un coltello e un oggetto contundente.

Infine, da segnalare anche il ritorno di interesse nei confronti della pista esoterica, movente che in un primo momento era stato escluso con decisione, ma che ora sembra essere ritornato all’attenzione, non solo dei media, per via della strana ferita rinvenuta sulla schiena della vittima.

S. O.