C-Day, Ingroia: i magistrati devono essere liberi di protestare

COSTITUZIONE-DAY

I magistrati, come qualsiasi altro cittadino, hanno diritto a esprimere le proprie opinioni e, se è il caso, anche a protestare. Il pensiero del procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, è molto chiaro. Ingroia ha deciso di chiarire la propria posizione in merito alla propria partecipazione alla manifestazione nazionale in difesa della Costituzione, svoltasi due giorni fa, concedendo un’intervista al quotidiano La Repubblica.

Queste le parole di Ingroia: «Quella di sabato non era una manifestazione di partito, ma un’iniziativa a difesa della Costituzione. Non vedo nulla di strano che un magistrato vi partecipi e dica la sua su un progetto di riforma costituzionale della giustizia. La magistratura non vuole sostituirsi al potere legislativo ma nel rispetto del potere legislativo un magistrato può esprimere il suo punto di vista tecnico su scelte che rischiano di essere uno strappo rispetto ai principi fondanti dell’assetto costituzionale della giustizia e ai diritti fondamentali dei cittadini».

Per il magistrato siciliano, molti italiani sono «vittime di una disinformazione massiccia», simile a quella che vent’anni fa «attaccò Paolo Borsellino quando fece una denuncia pubblica sul calo di tensione nella lotta alla mafia». Secondo Ingroia, in quel caso, si trattava di «una denuncia che investiva contemporaneamente la politica e la magistratura. L’attacco fu non sui contenuti ma direttamente alla sua persona. Oggi vedo la stessa intolleranza, con uno spiegamento di uomini e mezzi molto piu’ massiccio».

Il procuratore aggiunto di Palermo torna anche sugli attacchi continui proveniente dal governo, specialmente nella persona del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi: «Non ci si può abituare a questi attacchi a testa bassa».

Ingroia, in questi giorni, ha anche risposto a chi, provocatoriamente, lo ha invitato a lasciare la toga e scendere direttamente in politica, ripercorrendo così le orme dell’attuale leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. A tal proposito, il procuratore ha detto: «Fino a quando potrò fare il magistrato in autonomia e con serenita’ non lascerò mai il mio lavoro».

La domanda che tanti si pongono è: fino a quando potrà?

Simone Olivelli