Ferrara attacca Ingroia: Non può fare comizi

COSTITUZIONE DAY
Tra poche ore avrà inizio Qui radio Londra, il nuovo appuntamento quotidiano con cui Giuliano Ferrara farà ufficialmente ritorno in Rai con uno spazio di cinque minuti che andrà in onda subito dopo il telegiornale.

Per chi si sentisse vittima di un déjà-vu, nessun problema: l’idea di Viale Mazzini è quella di riproporre l’esperimento condotto per anni, in maniera eccelsa, da Enzo Biagi. Riuscirà Ferrara a ottenere lo stesso successo?

E’ sicuramente presto per stabilirlo, tuttavia è innegabile che il suo debutto con la striscia quotidiana che richiama il programma Radio Londra, condotto dallo stesso direttore de Il Foglio e che andava in onda sulle reti Fininvest a cavallo tra anni ottanta e novanta, fa già discutere.

Ferrara si è subito dichiarato – per chi potesse ancora nutrire dei dubbi – essere tutto fuorché super partes e ha trovato occasione per stuzzicare i colleghi giornalisti: «Tutti dicono che non sono schierati. Santoro non è schierato, Lerner non è schierato, la Dandini non è schierata, Floris non è schierato. Io invece, lo confesso, sono un po’ schierato. Penso che il paese abbia una storia e dentro questa storia bisogna, con rispetto per gli altri, rappresentare con onestà ciò che si pensa».

Nel frattempo il giornalista, ospite del Tg1, si è lanciato in un attacco contro Antonio Ingroia, il procuratore aggiunto della procura distrettuale antimafia di Palermo, reo a detta sua di aver partecipato alla manifestazione tenutasi sabato scorso, in tutta Italia, in difesa della Costituzione. Per Ferrara, la scelta del magistrato siciliano è ampiamente discutibile perché «non si possono fare comizi se si indossa una toga. Penso che sia urgente una riforma della Giustizia, ma è anche importante che Napolitano dica qualcosa, faccia qualcosa, si muova».

Oggi, puntualmente, è arrivata la risposta di Ingroia che si è scrollato di dosso le polemiche, affermando che i magistrati, come qualsiasi altro cittadino, hanno diritto alla critica.

S. O.