Il ritorno di Scajola: “Non sempre il Pdl è il partito della gente”

L’incontro tra l’ex Ministro Scajola e il presidente Berlusconi non ha portato ai risultati sperati dal premier.
Scajola infatti, ha proposto due alternative: o lo nomina coordinatore del Pdl al posto di Sandro Bondi oppure è pronto, insieme ad altri 62 deputati, a dare vita a un nuovo gruppo parlamentare autonomo.
La cosa che ha mandato Berlusconi su tutte le furie è il documento firmato da numerosi parlamentari e circa una decina di senatori del Pdl contattati dall’ex Ministro. E proprio in un periodo in cui per approvare la riforma costituzionale della giustizia occorrono i due terzi del Parlamento.

Come se non bastasse, nella serata di ieri proprio Scajola ha fatto un intervento pubblicato sul sito della fondazione Cristoforo Colombo l’ex ministro dello sviluppo economico ha espresso tutti i suoi dubbi e forti critiche nei confronti del Pdl.
La componente che viene da Alleanza Nazionale è rimasta una realtà quasi distinta rispetto a Forza Italia. Sempre leale a Berlusconi, ha saputo mantenere intatta e forte la sua originaria identità. Diverso è stato per noi: il glorioso passato di un partito forte come Forza Italia, che ha fatto la storia degli ultimi 15 anni della politica italiana, sembra andare perdendosi”, ha scritto.  
”Il risultato è che non si è nemmeno mai giunti alla costruttiva fusione delle due componenti, in nome di un’identità comune, come era nelle speranze di tutti. Sono riflessioni che abbiamo posto pubblicamente fin dal seminario di Gubbio organizzato da Sandro Bondi nell’estate del 2009. In molti ci hanno dato ragione, ma non è successo nulla”.

“Il Pdl doveva essere il partito della gente, della nostra gente, troppo spesso non lo è. Se abbiamo pensato ai gruppi parlamentari Azzurri per la Libertà è stato solo per manifestare un sentimento a nostro avviso troppo spesso inascoltato. Giungeremo a questo solo se, con la condivisione di Berlusconi, non ci sarà altro modo per riuscirci”.
Dopo Fini e la sua espulsione dal Pdl, Berlusconi si trova di fronte una nuova componente, costituita da tutti i malumori interni dal Pdl, da quando, secondo loro, il Pdl ha abbandonato completamente il progetto Forza Italia partito nel 94.

Matteo Oliviero