La Spagna non smaltirà i rifiuti di Napoli

La Spagna non aiuterà Napoli nello smaltimento dei suoi rifiuti urbani. Lo ha ufficializzato l’assessore all’ambiente dell’Andalucia dopo una trattativa che è andata avanti per quattro mesi.

Fino a quando l’Andalucia non ha reso noto il “diniego dell’autorizzazione all’azienda Partenope Ambiente per il trasporto internazione dell’immondizia”, la trattativa sembrava essersi indirizzata verso una collaborazione. Sembra, infatti, che fosse tutto pronto per il trasferimento di circa 30.000 tonnellate di materiale che, dalla discarica di Chiaiano, sarebbero dovute arrivare presso quella di Jerez de la Frontera, in Spagna.

La discarica spagnola in questione (chiamata Vernisur) è sorta nel 1996 in un’area che una volta era occupata da un lago. Ospita circa due milioni di tonnellate di immondizia, ma si suppone che possa arrivare a contenerne quasi 10 milioni. Per questo motivo era sembrato un sito idoneo.

Ma le operazioni per il trasporto dei materiali sono state interrotte. E’ stato Jenus Nieto, il direttore generale del dipartimento di prevenzioni e qualità dell’ambiente dell’Andalucia, a porre la propria firma sul rifiuto alla concessione dei necessari permessi. La notizia è stata pubblicata dal quotidiano El Pais.

Il rifiuto è avvenuto per diversi motivi. Uno di essi riguarda la violazione di determinate norme europee sui rifiuti (tra cui l’obbligo di smaltire i rifiuti in aree vicine al luogo in cui si verifica l’emergenza), mentre un altro si riferisce all’impossibilità di verificare la composizione degli stessi rifiuti che sarebbero arrivati in Spagna. Per quanto riguarda quest’ultimo punto, El Pais riporta che “Il governo regionale esprime inoltre preoccupazione circa la documentazione fornita, perché i dati consegnati assieme alla richiesta ufficiale non indicano in modo inequivocabile la composizione chimica dei rifiuti che arriveranno a Jerez de la Frontera, né sono allegati i test di accompagnamento per la verifica del percolato”.

Forse non tutto è perduto. C’è la possibilità, per le autorità italiane, di fare ricorso – entro un mese – contro la decisione spagnola.

Gianluca Bartalucci