Ragazza colpita dal fidanzato, vivrà con proiettile in testa

IMPERIA  – Una ragazza tunisina vivrà per sempre con un proiettile nella testa. Ferita alla nuca dal fidanzato, al momento non ricorda nulla e non riesce a parlare. I medici sono propensi a non operare perché “estrarre la pallottola potrebbe far più danno che lasciarla dove si trova“.

Samira Ben Saad, la ragazza francese di origine tunisina trovata in fin di vita lo scorso 28 febbraio ad Imperia, vivrà per sempre con un proiettile calibro 7,65 nella testa perché la sua estrazione potrebbe peggiorare le sue condizioni di salute. Il suo ragazzo, Mael Cambier, 22enne, le ha sparato alla nuca e la ricostruzione dei fatti è stata possibile perché è stato egli stesso a costituirsi quattro giorni dopo il ritrovamento di Samira. La ragazza, infatti, si è risvegliata dal coma, ma non ricorda nulla e non riesce ancora a parlare.

I due sarebbero partiti insieme da Valence, non lontano da Lione, diretti nel Sud Italia. Ma, durante  il tragitto, Mael avrebbe confessato a Samira di essere sposato e in attesa di un figlio. Ciò avrebbe generato dei litigi che, la mattina del 28 febbraio, sono sfociati in quel proiettile sparato a bruciapelo. La ragazza è, poi, stata ritrovata in fin di vita da un automobilista sulle colline di Imperia.

Dopo i giorni in Rianimazione al Santa Corona di Pietra Ligure, Samira è uscita dal coma e ora è stata trasferita nel reparto di Neurochirurgia. I medici non sono propensi ad operarla per estrarre il corpo estraneo dalla testa della giovane francese perché, come ha rivelato il professor Massimiliano Boccardo, “estrarre la pallottola potrebbe far più danno che lasciarla dove si trova”. Samira, così, dovrà vivere per tutta la vita con questo proiettile nella testa, che, forse, un giorno le ricorderà quel brutto giorno.

(Fonte foto: leggo.it)

Simona Leo