Rubygate: aperto a Roma fascicolo su presunti emissari in Marocco

Che ne è stata della notizia diffusa qualche giorno fa da Il Fatto Quotidiano secondo la quale tre uomini si sarebbero recati in Marocco per chiedere di retrodatare il certificato di nascita di Karima “Ruby” El Mahroug? La Procura di Roma ha deciso di aprire un fascicolo contro ignoti, ipotizzando il reato di tentata corruzione, sulla scorta della denuncia presentata venerdì scorso dai legali di Silvio Berlusconi.

Questi i fatti: la scorsa settimana il quotidiano diretto da Antonio Padellaro pubblica un articolo in cui vengono riportate le dichiarazioni di una funzionaria dell’anagrafe di Fkik Ben Salak (paese d’origine della giovane marocchina frequentatrice di Arcore). La donna rivela di aver ricevuto il 7 febbraio scorso la “visita” di tre uomini (2 di sicura nazionalità italiana) che le avrebbero chiesto di modificare la data di nascita della ragazza, in modo da farla risultare più grande di due anni.

Una proposta “spericolata”, resa accattivante però dalla lauta ricompensa monetaria che i misteriosi emissari avrebbero offerto alla donna, la quale avrebbe comunque deciso di dire di no. La notizia giunge ai cronisti del Fatto che decidono di raggiungere il Marocco per appurare la fondatezza delle informazioni e per raccogliere la testimonianza della diretta interessata.

Le reazioni in Italia non si fanno aspettare. I difensori di Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini e Piero Longo, vergano una nota in cui annunciano l’intenzione di presentare una denuncia. Il motivo? Secondo gli avvocati (e il loro assistito), si tratterebbe dell’ennesimo tentativo di infangare l’immagine del presidente del Consiglio, ipotizzando un suo diretto coinvolgimento nella misteriosa vicenda. Un disegno architettato ad arte dai detrattori del premier, che avrebbero cercato di corrompere la concittadina di Ruby lasciandole intendere di essere stati mandati dall’unico uomo che – in Italia (e nel mondo intero) – potrebbe trarre giovamento dalla modifica dell’anno di nascita della giovane.

“O si tratta di un trappolone – ha osservato Niccolò Ghedini – o di un piano architettato per vendere qualcosa a qualcuno e, in entrambi i casi, ci sarebbe un’unica vittima designata: Silvio Berlusconi. Per questo chiediamo di procedere contro chiunque abbia commesso questi fatti”. Una richiesta raccolta dalla Procura capitolina, che tenterà adesso di andare a fondo alla vicenda, avviando una serie di accertamenti in Marocco.

Maria Saporito