Sclerosi Multipla, dagli USA una conferma agli studi italiani

CONFERMATA LA TEORIA DI ZAMBONI Viene confermata la relazione tra il restringimento delle vene giugulari, conosciuta come Ccsvi, e la sclerosi multipla. Uno studio preliminare pubblicato dalla rivista Bmc Medicine sostiene che il restringimento delle vene giugulari provoca un rallentamento del flusso del sangue nel cervello, che potrebbe essere alla base dei sintomi della malattia, come aveva già notato il medico italiano Paolo Zamboni, che da anni conduce studi sulle cause della sclerosi multipla. Questa e altre ricerche verranno discusse nel corso del meeting annuale della Società internazionale per le Malattie Neurovascolari, in corso fino a domani a Bologna con la partecipazione di oltre 400 ricercatori da tutto il mondo.

LO STUDIOOltre il 55% dei malati di sclerosi multipla presenta un restringimento dei vasi del cervello. Lo studio, condotto in collaborazione con l’università di Buffalo, ha messo in luce che a causa delle ostruzioni venose tipiche della Ccsvi (insufficienza venosa cronica cerebrospinale) si riduce il flusso sanguigno cerebrale con un conseguente accumulo di ferro: dei 24 soggetti esaminati in questo studio pilota, 18 avevano la sovrapposizione di Ccsvi e sclerosi multipla, ed erano giovani italiani ed americani con età media inferiore ai 40 anni. «Questo risultato – spiega Zamboni, ricercatore e docente del Dipartimento di scienze chirurgiche, anestesiologiche e radiologiche dell’Università di Ferrara – indica con chiarezza come il fenomeno di degenerazione dell’assone (la componente centrale del nervo) che è in ultima analisi l’evento che porta alla disabilità, è influenzato negativamente dal cattivo funzionamento delle vene che si ha in corso di Ccsvi».

LA MALATTIA – La sclerosi multipla (SM), chiamata anche sclerosi a placche, è una malattia infiammatoria cronica demielinizzante che colpisce il sistema nervoso centrale. La patologia colpisce 60 mila persone in Italia, la metà delle quali sono donne.

Adriana Ruggeri