Home Spettacolo Antonio Ricci, l’addio alle veline e le accuse a Rai e “Repubblica”

Antonio Ricci, l’addio alle veline e le accuse a Rai e “Repubblica”

POLEMICHE IN CORSO – Come un padrone di casa che si scopre ospite non desiderato, il sesso femminile è ancora protagonista di un’accesa diatriba in cui sembrano essere interpellati tutti tranne che le donne stesse. Dopo la manifestazione di piazza “Se non ora, quando?” dello scorso 13 febbraio e le numerose accuse di misoginia catodica, il patròn di Striscia la Notizia Antonio Ricci – spesso additato ad unica causa dell’abuso di tette-culi in tv – ha ieri colto la palla al balzo per l’ennesima provocazione.Quale? In sostanza la prossima edizione di Veline – che sarebbe dovuta andare in onda quest’estate per scegliere le due eredi di Federica Nargi e Costanza Caracciolo – non vedrà la luce; nella prossima edizione di Striscia dunque non ci saranno avvenenti ballerine sul tavolo di Greggio e soci. Ma in cambio Ricci vuole una contropartita: la Rai deve rinunciare a Miss Italia.

“Che c’azzecca?” direbbe qualcuno parafrasando il signor Di Pietro. Semplice: nella giornata di ieri si è concluso il binomio storico tra Miss Italia e la città di Salsomaggiore. Il comune emiliano non avrebbe infatti abbastanza soldi da investire nella manifestazione, e l’annuncio dello spostamento di Miss Italia in un luogo ancora non precisato ha dato il pretesto a Ricci per togliersi qualche sassolino dalla scarpa, chiedendo a mamma Rai di interrompere il legame con il concorso di bellezza più importante d’Italia, da lui considerato parimenti lesivo dell’immagine della donna che i tanto vituperati programmi Mediaset (in effetti, come dimenticare la geniale trovata del “Lato B”?).

L’attacco di Ricci si è poi esteso ai giornali del Gruppo L’Espresso, che più volte lo hanno accusato di essere uno dei paladini della deriva televisiva italiana e dell’abuso mediatico di donne, iniziato con l’avvento di Drive-In. Il “diavolaccio” di Mediaset ha chiesto esplicitamente in un comunicato stampa che il gruppo editoriale rinunci “alle sue due veline: il settimanale D-La Repubblica delle donne e il mensile Velvet, dove la dignità delle donne è ridotta da sempre ad attaccapanni”.

Questo è solo l’ultimo capitolo della battaglia tra Ricci e la stampa di sinistra, che di recente era sfociato nel documentario di StrisciaIl corpo delle donne 2″ – ispirato sin dal titolo all’omonimo documentario della furba Lorella Zanardo –  in cui veniva mostrato l’abuso di corpi femminili anche sulla stampa di sinistra. Nella polemica è entrata perfino l’Ansa, accusata da Ricci di aver censurato il suo comunicato stampa eliminando i nomi delle testate di sinistra da lui accusate.

La conclusione della vicenda è semplice: la Rai non smetterà di trasmettere Miss Italia, Striscia avrà ancora le sue veline (come annunciato da Ricci, in caso verranno confermate quelle attuali), la stampa di ogni estrazione continuerà a pubblicare foto non sempre decorose e Ricci – nonostante tutto – resterà storicamente il primo ad aver sbattuto le tette in faccia agli italiani. In fin dei conti tutti si accusano vicendevolmente di essere causa di questo male, ma nessuno nega le sue colpe, proponendo magari un antidoto serio. E intanto, mentre le parti in causa si scannano sul campo di battaglia – il corpo delle donne, inteso stavolta non come corpo fisico di ogni singola donna ma come insieme delle donne italiane – chi ha davvero poca voce in capitolo è proprio l’altra metà del cielo.

Roberto Del Bove