Il Viminale assegna la scorta a Razzi e Scilipoti. Polemiche.

La decisione è del Viminale, verrà assegnata la scorta ai due deputati, Razzi e Scilipoti, che dall’Italia dei Valori, appoggiarono la maggioranza e salvarono il governo Berlusconi. Dura polemica del Consap, il sindacato di Polizia.“Stiamo manifestando in tutta Italia contro i tagli della finanziaria che decurta i fondi destinati alle forze dell’ordine”, dice Giorgio Innocenti, segretario del Consap, e il governo “ha preso l’impegno di reintegrare i fondi ma per il momento non è stato fatto nulla se non dare la scorta a Razzi e Scilipoti”.

Ancor più dura la reazione Stefano Pedica, dell’Idv, “c’è una doppia indignazione, perché scegliendo di non accorpare i referendum con amministrative si perdono 300 milioni che potevano essere destinati alle forze dell’ordine e per la scelta di dare la scorta, come premio, a persone come Razzi e Scilipoti che hanno tradito l’Idv per appoggiare la maggioranza. Maroni dovrebbe dimettersi, nei prossimi giorni darò vita ad azioni di protesta eclatanti contro questa decisione che è una vera vergogna”, “Con 350 milioni di euro, infatti si potevano tutelare le forze di polizia ed i vigili del fuoco, vi sono, dei concorsi già espletati con vincitori idonei, che non riescono a prestare servizio proprio per la mancanza di fondi. Oltretutto, la polizia di stato più volte ha denunciato la mancanza di un ‘adeguato trattamento a livello economico nei pagamenti degli straordinari e strategico, per insufficienza di mezzi”.

Entrambi però fanno sapere di non aver mai richiesto la scorta, ma di aver ricevuto numerose minacce dopo il voto di fiducia a Berlusconi. “Ma vi sembra un premio questo? È una condanna. Non l’ho chiesta io la scorta. Mia figlia di nove anni, l’altro giorno voleva uscire per andare a vedere i carri di Carnevale, ma io non potevo, e si è messa a piangere. Vi sembra un premio?”. E le minacce, assicura Scilipoti, continuano ad arrivare. “Le dico le ultime mail di ieri: ‘Ti aspetta il plotone di esecuzione’. E poi: ‘Farai la fine dei samurai, ti taglieremo la testa’. L’altro giorno sono entrato in un bar e il cameriere si è messo a dire ‘ndranghetisti, mafiosi’. Si rivolgeva verso di me. Questo è il risultato di tutto il fango che mi è stato buttato addosso”. Razzi d’altra parte è già in parte pentito della scelta fatta, potrebbe infatti uscire dal gruppo dei Responsabili, nato per appoggiare il governo.
I Responsabili”, dice, “si comportano come fossero all’asilo” e sostiene di essersi aspettato un altro trattamento dal premier, magari la nomina di un posto da segretario di presidenza a Montecitorio.

Matteo Oliviero