La scorta a Razzi e Scilipoti fa infuriare i poliziotti

Non si placano le proteste delle forze dell’ordine che inveiscono contro il governo dei “tagli“. Ieri mattina una delegazione della Consap (Confederazione sindacale autonoma di polizia), fiancheggiata da un gruppo di dipietristi, ha raggiunto la sede del ministero dell’Interno per dire no ai presunti sprechi perpetuati a vantaggio dei politici. A finire nel mirino sono stati due ex esponenti dell’Idv, Antonio Razzi e Domenico Scilipoti, a cui il Viminale ha ultimamente concesso l’assegnazione della scorta. Una decisione fortemente contestata dai poliziotti, ma anche dal senatore dell’Idv, Stefano Pedica: “Li hanno premiati – ha detto riferendosi ai due ex compagni di partito – perché appoggiano la maggioranza”. Il governo ha sprecato 300 milioni di euro, non accorpando i referendum. E ora hanno dato la scorta, come premio, a persone come Razzi e Scilipoti che hanno tradito l’Idv per appoggiare la maggioranza”.

Un’accusa pesante, a cui i due diretti interessati hanno voluto replicare tempestivamente. Ma se Antonio Razzi ha optato per uno stile più “sobrio”, ricordando semplicemente di essere stato raggiunto da un numero importante di minacce, il folcloristico Scilipoti ha, invece, dato fondo alla sua proverbiale esuberanza, consegnando aneddoti di vita vissuta: “Ma vi sembra un premio questo? – ha ribattuto ai suoi contestatori – È una condanna. Non l’ho chiesta io la scorta. Mia figlia di nove anni, l’altro giorno voleva uscire per andare a vedere i carri di Carnevale, ma io non potevo, e si è messa a piangere. Vi sembra un premio?”.

E al giornalista del Corriere della Sera che lo ha incalzato sull’argomento: “Le dico le ultime mail di ieri – ha continuato il “responsabile” Scilipoti – ‘Ti aspetta il plotone di esecuzione’ e poi: ‘Farai la fine dei samurai, ti taglieremo la testa’. L’altro giorno sono entrato in un bar e il cameriere si è messo a dire ‘ndranghetisti, mafiosi’. Si rivolgeva a me. Questo è il risultato di tutto il fango che mi è stato buttato addosso. A Sant’Agata di Militello – ha proseguito l’ex Idv – ci sono state proteste e a Roma uno mi ha inseguito insultandomi. Altri mi hanno detto: ‘Farai la fine del Duce, finirai impiccato'”. Una mole impressionante di minacce, che – secondo il deputato approdato a Ir – ha reso inevitabile il ricorso a una scorta. “E poi – ha minimizzato l’ex dipietrista – cosa vuole che costi una scorta? Non c’è da temere perché io mi impegnerò personalmente per trovare più risorse per la giusta protesta delle forze dell’ordine”.

Maria Saporito