Un giovane su 4 ha problemi di fertilità, pochi consultano l’andrologo

GIOVANI E FERTILITA’Poco fertili già a 20 anni, quasi alla pari dei quarantenni. Specialmente se abitano in città, dove soprattutto l’inquinamento mette a repentaglio le chance dei giovani di diventare padri. In più, i ragazzi italiani ignorano la prevenzione in fatto di salute sessuale. A lanciare l’allarme è la Società di andrologia e medicina della sessualità (Siams) che oggi al ministero della Salute ha presentato la campagna per la prevenzione dell’infertilità maschileAndrolife“. Testimonial dell’iniziativa è stato il capitano della Roma, Francesco Totti, protagonista anche del video che sostiene la campagna di sensibilizzazione.

I NUMERI – Il potenziale di fertilità maschile – denunciano gli specialisti – si è ridotto: il numero di spermatozoi nei giovani italiani (dai 18 ai 20 anni) è calato del 25%. Inoltre, i ragazzi che vivono nelle aree urbane industrializzate possiedono una produzione di spermatozoi ridotta del 30% rispetto ai loro coetanei che vivono in provincia o in aree rurali: 170 milioni di spermatozoi per i primi contro i 240 milioni per i giovani provinciali. Sono i risultati di tre indagini epidemiologiche italiane, appena concluse, che per la prima volta indagano la fertilità maschile nei giovani.

LE CAUSE – “Vi sono numerosi fattori di rischio in grado di compromettere la produzione spermatica e la fertilità maschile – ha spiegato Carlo Foresta, presidente della Siams- in base ai nostri dati e a quelli internazionali dobbiamo sempre più considerare l’esposizione ambientale a pesticidi, inquinanti ambientali o altre sostanze chimiche che agiscono spiazzando le regolazioni ormonali che modulano lo sviluppo dell’apparato riproduttivo, fin dalle prime fasi dell’embriogenesi”. Tra le cause della riduzione del numero degli spermatozoi e della loro qualità anche l’esposizione ambientale ai gas di scarico e ad altre sostanze esogene volatili. “Sono dati che devono far riflettere – ha sottolineato il ministro della Salute, Ferruccio Fazio – perché se tra le ragazze la visita ginecologica è ormai un’abitudine, e rientra tra le buone pratiche di massa, la visita dall’andrologo per i giovani maschi è ancora una cosa rara”.

Adriana Ruggeri