Anticipazioni Exit, Fratelli di mafia

ANTICIPAZIONI EXIT,  LA 7 – Stasera 16 marzo su La7 va in onda Exit, il programma di approfondimento condotto da Ilaria D’Amico. Puntata dedicata alla mafia e in modo particolare alle sue estensioni “oltreconfine”,  come in Liguria, dimostrate da recenti inchieste della magistratura. Ospiti in studio il giornalista dell’Espresso Lirio Abbate, il procuratore generale presso la Corte di Appello di Caltanissetta Roberto Scarpinato e Alfredo Mantovano, sottosegretario al Ministero dell’Interno.

I TEMI TRATTATI – In studio andrà in onda un reportage realizzato nella provincia di Trapani, il territorio in cui domina da anni l’ultima “primula rossa” di Cosa Nostra, quel Matteo Messina Denaro, latitante da vent’anni, considerato l’erede dei vari Riina e Provenzano.  Un altro servizio sarà dedicato a Bordighera, primo comune ligure nella storia ad essere stato sciolto per infiltrazioni mafiose. Insomma, un piccolo viaggio nei territori mafiosi, proprio alla vigilia del 17 marzo, giorno di festa per l’Unità d’Italia. Da qui il titolo evocativo “Fratelli di mafia”.

GLI OSPITI – La D’Amico ha scelto, non a caso, un giornalista in prima linea come Lirio Abbate per parlare dell’argomento mafia. Il cronista dell’Espresso è infatti sottoscorta per avere ricevuto minacce da Cosa Nostra a seguito di alcuni articoli e libri pubblicati sull’argomento (uno su tutti I complici scritto con il collega Peter Gomez). Roberto Scarpinato è uno stimato magistrato che da anni opera in territori mafiosi e ha seguito l’accusa di alcuni fra i più importanti processi nella recente storia giudiziaria del nostro Paese (Andreotti, Dalla Chiesa, Lima, La Torre, Mattarella) e opera nella Procura che sta indagando sulla presunta trattativa fra Stato e mafia nel 1992-94 oltre che sulle stragi di Capaci e via d’Amelio. Il sottosegretario Alfredo Mantovano, ex An oggi Pdl, è il presidente della commissione ministeriale che ha negato la protezione al pentito di mafia Gaspare Spatuzza, noto alle cronache per essersi autoaccusato della strage di via d’Amelio e per aver a sua volta accusato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di avere avuto rapporti con Cosa Nostra.

Claudio Forleo