Bahrein, continuano le proteste: cinque morti

BAHREIN. All’indomani dell’annuncio andato in onda sulla tv di Stato in cui il re del Bahrein, regno situata all’interno del Golfo Persico, Hamad bin Isa Al Khalifa ha dichiarato di avere deciso per lo stato di emergenza, in risposta alle proteste che da tempo attraversano il paese, giunge la notizia di cinque morti negli scontri tra manifestanti e polizia. Secondo quanto riportato dall’agenzia Ansa, «un parlamentare di opposizione del Bahrein dice che cinque manifestanti sono stati uccisi stamani dalle forze di sicurezza. Inoltre, due poliziotti sono stati uccisi dai manifestanti durante le operazioni di sgombero di Piazza Perla, stamattina a Manama. I due sarebbero stati investiti da auto ad alta velocita’. Lo riferiscono fonti ospedaliere citate dal portale del quotidiano Gulf News. Il governo ha intanto ordinato la chiusura della Borsa, delle scuole e dell’università».

IL RE: USEREMO LA FORZA Nell’intervento di ieri, il re Hamad aveva fatto capire chiaramente che qualsiasi mezzo sarà utilizzato pur di riportare l’ordine nel Baherein: «Ho autorizzato il comandante delle forze di difesa del Bahrein ad adottare tutte le misure necessarie per proteggere la sicurezza del paese e dei cittadini. Queste misure saranno messe in atto dalle forze della difesa, dalle forze di sicurezza generale, dalla guardia nazionale e da qualsiasi altra forza, se necessario» Le manifestazioni di dissenso nei confronti del governo bahreinita provengono dalla maggioranza della popolazione – circa il 60% – che appartiene alla confessione sciita, mentre la famiglia reale è sunnita. Stando a quanto sostenuto da chi protesta, il governo non rispetterebbe gli sciiti e agirebbe nei loro confronti discriminandoli.

AIUTI DALL’ARABIA SAUDITA A indispettire il vicino Iran che ha parlato di «ingerenze intollerabili» e far preoccupare tutti coloro che hanno interessi nella zona del Golfo Persico – Stati Uniti su tutti – è stata la decisione da parte dell’Arabia Saudita di inviare un proprio contingente in Bahrein per dar man forte alla famiglia reale.
Secondo molti analisti politici, la scelta sarebbe addebitabile al timore che le vicende in Bahrein possano stimolare la minoranza sciita saudita a scendere in strada per protestare.

S. O.