Ballarò, la calma è la virtù dei forti. E dei coraggiosi.

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:00

Non è tempo di avere fretta. I problemi vi sono e pure gravi, quindi farsi prendere dall’agitazione non ha molto senso. Andiamo con calma, affrontando un argomento in modo esaustivo, assaporando ogni sfaccettature e visione. Una inedita strada che Giovanni Floris ha deciso di seguire, mettendo sul piatto due quesiti densi e soprattutto importanti per tutti noi: la giustizia e il nucleare. Dopo un aggiornamento dell’ormai gravissima situazione a Fukushima con tanto di supplica firmata da Crozza per il no alle centrali nucleari targate Italia, la puntata inizia ad affrontare con molta attenzione il nodo della giustizia, approfittando anche della presenze di Angelino Alfano.

Le posizioni sono note a tutti, ma il perché ancora non è molto chiaro. La maggioranza, tramite una pacata osservazione del ministro, vuole attuare un “Cambiamento epocale e deciso” così da smuovere finalmente le acque e rinnovare un sistema pieno di errori e intoppi. Il problema però è che tale testo sembra ammiccare troppo ai problemi giudiziari di Silvio Berlusconi, scatenando la pronta risposta dell’opposizione grazie ad una Rosy Bindi per nulla intimorita e decisa a far valere la propria posizione. Il dialogo quindi continua su questa linea, senza mai valicare il limite della confusione ed anzi procedendo a ritmo abbastanza spedito. Merito và anche allo stesso conduttore che lascia esprimere senza fretta tutti gli interventi, giostrandosi bene tra domande taglienti e pacifici sorrisi.

Molto bravo il direttore del Fatto Quotidiano Antonio Padellaro, che coglie un punto delicato capace di lasciare un attimo in panne la maggioranza: “Visto che la durata dei processi, il problema più grande e vicino ai cittadini, non viene minimamente toccato, siamo sicuri che questa sia davvero una riforma?” Una trappola molto ben architettata che colpisce nel segno. Arriva poi Pagnoncelli con delle statistiche che disegnano il popolo italiano favorevole ad alcuni passi di questa nuova proposta del governo (separazione delle carriere, magistrati costretti a pagare dei loro errori), ma contrario alle personalità che la presentano, Berlusconi in primis. Segno che la fiducia in generale sta lentamento scemando. Conclusasi questa succosa prima parte, si passa alla questione nucleare, con sfondo il Giappone e la crisi che è costretto ad affrontare in questi giorni. Tutti noi siamo rimasti impauriti e indifesi scoprendo che nessuna centrale è davvero sicura, ed ovviamente la parte del “No alle radiazioni” la fa da padrona.

Solo Alfano cerca di in qualche modo di lasciare aperta lo scenario sfruttando la presa delle bollette troppo care, ma quando si parla della salute di persone, famiglie, bambini è davvero impossibile uscirne vincitori. Inoltre la trasmissione diviene anche un ottimo momento di informazione, così da capire meglio cosa sta davvero accadendo dall’altra parte del mondo e quali rischi corre una tecnologia che: “Potrebbe essere sostituita dalle tecnologie rinnovabili” come affermano più volte gli esperti del settore. In fondo tutte risposte che si sapevano anche prima, ma si è voluto comunque ritornarci per curiosità o necessità. Alla fine quindi non è successo praticamente niente, ma mentre i titoli scorrono la mente non riesce a distogliere quelle vecchie paure e pensieri. Perche  nitide, sentite ed ancora più sincere. Non si è voluto aver fretta, ecco il segreto. Olè.

Riccardo Cangini

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