Celentano: No al nucleare, italiani andate al referendum

PROGETTO NUCLEARE. Le parole sono forti, indirizzate più al cuore e allo stomaco che alle menti, perché a dispetto del distacco e della presunta lungimiranza dei politicanti nostrani – bravi da sempre a fare annunci, proclami e promesse, per poi puntualmente disattenderli e far ricadere la colpa sul proprio vicino, al di là che sia stato un avversario o un ex alleato – in situazioni critiche come quella che il mondo sta vivendo con il pericolo alle porte di una nuova Chernobyl, è meglio fidarsi del proprio istinto di conservazione piuttosto che delle rassicurazioni di chi nutre sulla questione profondi interessi economici.
Questa la parafrasi dell’intervento di Adriano Celentano sulla situazione in Giappone dove, dopo il disastro causato dal terremoto e dallo tsunami, adesso si sta con il fiato sospeso per le radiazioni fuoriuscite dalla centrale nucleare di Fukushima.
Ad accogliere il pensiero di Celentano è stato il Corriere della Sera.

BERLUSCONI CI VUOLE AUTOMI «Nel bel mezzo di una tragedia come quella che sta vivendo il Giappone, dove fuoco e acqua stanno distruggendo tante vite umane, senza contare l’aspetto piu’ insidioso dovuto alle radiazioni liberatesi nell’aria, il nostro presidente del Consiglio non demorde. Ha subito fatto annunciare dai suoi ‘CicchittiPrestigiacomini’ e dai piccoli insidiosi Sacconi, che il progetto sul nucleare in Italia andrà avanti. L’orientamento popolare contro le centrali nucleari decretato dal referendum fatto 24 anni fa, fu chiarissimo. Ma per Berlusconi non basta: ‘Chi se ne frega della Sovranità Popolare!’. L’unica sovranità che conta per lui è il Potere di guidare gli uomini in una sola direzione come se fossero degli automi».

DISERTARE IL REFERENDUM: UN SUICIDIO «Ora – continua il cantautore – il mio potrebbe sembrare un appello, ma non lo è. E’ una preghiera. Una preghiera che non è rivolta ai politici. ‘Loro non sanno quello che fanno’. Per cui mi rivolgo a tutti quelli che invece li votano i politici. Di destra, di sinistra, ‘studenti’, leghisti, fascisti e comunisti, per il vostro bene, non disertate il referendum.
Questa volta sarebbe un suicidio. Dobbiamo andare a votare anche se il governo spostasse la data del referendum al giorno di Natale. Non sia mai che prendiate sotto gamba questi referendum: saremmo spacciati».

Simone Olivelli