“Gluten sensitivity”: una nuova patologia differente dalla celiachia

Allergie ed intolleranze alimentari sono sempre di più in aumento. Di celiachia poi si sente parlare sempre più spesso come un’intolleranza premanente al glutine, una sostanza contenuta in avena, frumento, farro, kamut, orzo, segale, spelta e triticale. Ancora più frequentemente però si sente parlare di celiachie passeggere anche dette “false celiachie”. Finalmente per tutti coloro che hanno sofferto per un periodo della loro vita di questo genere di patologia, adesso esiste una diagnosi: gluten sensitivity, un’intolleranza al glutine, una malatta diversa dalla celiachia e non una sua variante come si è sempre prensato. Infatti, se i danni della celiachia sono visibili solamente dopo anni, chi soffre di un’intolleranza al glutine presenta sintomi nelle ore immediatamente successive all’assuzione, al massimo entro pochi giorni: gonfiore, dolori addominali, emicranie, annebbiamento della memoria e depressione sono gli effetti della nuova patologia. Differente poi è la sensibilità a seconda dei soggetti: esistono intolleranti che non presentano sintomatologia mentre per altri è sufficiente anche una piccola dose di glutine per sentirsi male. La soglia di tolleranza può poi modificarsi negli anni.

La verità a riguardo arriva grazie all’impegno di un ricercatore italiano, il professor Alessio Fasano dell’ Università del Maryland School of Medicine, a Baltimora. Allo studio ha collaborato anche l’Università di Napoli che ha selezionato i soggetti su cui effettuare lo studio. Si stima che la fetta di popolazione affetta da un’intolleranza al glutine si aggiri intorno al 6% mentre i veri celiaci sarebbero solo l’1%. Un disturbo, quello della gluten sensitivity, che viene sempre più spesso diagnosticato e del quale fino ad oggi non si conosceva l’esistenza: la maggior parte degli affetti infatti fino ad ora erano stati definiti falsi celiaci o pazienti con sindrome da colon irritabile.

Resta da capire quale sia il motivo di un aumento così vertiginoso delle diagnosi e l’aumento a macchia d’olio di un fenomeno che sembra colpire in italia 3 milioni di persone e 20 in america. Alcuni esperti darebbero la responsabilità al grano moderno, iperconcimato che quindi creerebbe nel soggetto una sensibilizzazione eccessiva al glutine: sostanze tossiche contenute in esso determinerebbero poi la sintomatologia che affligge gli affetti da questa patologia.

Anna Paola Tortora