Il governo rassicura. “No al nucleare nelle regioni contrarie”

Non saranno previste centrali nelle regioni che si diranno contrarie”.
E’ l’assicurazione che arriva dal governo, con il sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia. Proprio il giorno dopo che molte regioni aveva espresso la loro preoccupazione, visto il disastro accaduto in Giappone.
Non si potranno realizzare le centrali nucleari nelle regioni che si esprimeranno negativamente sulla localizzazione degli impianti nel loro territorio. Il programma energetico nucleare non potrà essere realizzato in assenza di una totale condivisione delle comunità territoriali coinvolte“.

Non è il momento più opportuno per modificare le decisioni di politica energetica.
Il governo dunque decide di andare avanti, ma preferisce prendere tempo.
Sulla sicurezza, comunque, il Governo chiede il coinvolgimento dell’Europa.

La tragedia avvenuta in Giappone, ha spiegato il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, ci insegna che il tema della sicurezza nucleare non può più essere considerato una questione soltanto nazionale o regionale o da affidare ai singoli Stati. I rischi purtroppo e le conseguenze di un serio incidente non ricadono infatti su una singola comunità ma possono interessare più stati se non più continenti“.
Diventa un fronte caldo il referendum contro il nucleare che si terrà a giugno, soprattutto sulla scia di quanto è accaduto e sta accadendo in Giappone.
Le scelte non siano di pancia o dettate dalle emozioni, è il monito del ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani. “Le scelte vanno fatte su informazioni precise e noi daremo informazioni precise e rigorose all’opinione pubblica”.

Il ministro spiega, inoltre, che “ora la priorità all’ordine del giorno è la sicurezza. Mercoledì a Bruxelles parleremo di questo, per l’Italia il problema sono le centrali nucleari vicine al confine. Dobbiamo essere sicuri che le centrali esistenti in Europa, circa 150, garantiscano la sicurezza dei cittadini europei“.

Quanto al Giappone, Romani sottolinea che “lì quello che è accaduto non è stato causato dal terremoto ma dallo tsunami e in Europa non ci sono rischi di questo tipo. Certo, sulle coste italiane potrebbe avvenire, ma non in quella misura“.

Matteo Oliviero