Libia: forze Gheddafi su Bengasi, contrattacco dei ribelli

16 marzo. “tutto finito in 48 ore”, così il figlio di Gheddafi sulla guerra civile scoppiata in Libia. Negli ultimi giorni i lealisti hanno riconquistato diverse posizioni e  le ultime informazioni, sempre piuttosto frammentarie darebbero i fedeli al leader libico prossimi alla città di Bengasi. Secondo alcune fonti sarebbe già iniziato un bombardamento a colpi di mortaio sulla città, notizia che però sarebbe stata smentita dai ribelli , come quella che le forze fedeli a Gheddafi si sarebbero impadronite di località strategiche, come ad esempioAgedabia.

E, se la tv libica invita le truppe di stanza nell’Est del Paese ad allerasi con i lealisti, i rivoltosi rispondono con un bombardamento aereo.Tre caccia  dell’esercito libico sarebbero infatti caduti nelle mani dei ribelli. Questi ultimi avrebbero utilizzato gli aerei da guerra per bombardare dall’alto le forze lealiste di stanza ad Ajdabiya, una città recentemente perduta dagli anti-gheddafi. Nel frattempo la Ue e il mondo arabo si dividono sulla posizione da prendere nei confronti della situazione libica. L’Unione Europea ha optato per non istituire una “no fly zone” e nelle ultime ore Il Ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, ha detto un secco “no”, alla possibilità di un intervento militare. Non è dello stesso avviso il Presidente farncese, Nicolas Sarkozy, che si è detto addirittura disponibile ad un’azione militare senza il sostegno dell’Unione Europea.

Un presidente che Gheddafi, in una recente intervista al giornalista Fausto Biloslavo ha definito “matto”. E c’è di più:da un messaggio sul suo blog del Ministro degli Esteri transalpino, Alain Juppé, conferma la possibile partecipazione di molti paesi arabi ad un intervento armato all’interno della nazione Libica. “E’ bombardando le postazioni degli oppositori, con le poche decine tra aeroplani ed elicotteri di cui in realta’ dispone, che e’ riuscito a ribaltare la situazione – ha aggiunto Juppé – noi possiamo, o potremmo, neutralizzare i suoi mezzi aerei attraverso bombardamenti mirati”.

A.S.