Nucleare in Italia: Sempre più ampio il fronte del “no” delle regioni

La tragedia che sta vivendo il Giappone intorno ai suoi reattori nucleari che minacciano danni ambientali e alla popolazione, il mondo s’interroga sui rischi che derivano dall’energia nucleare. E anche in Italia il dibattito si allarga, con un fronte del no sempre più ampio, anche nella stessa maggioranza. Il dibattito inizia proprio dai governatori delle regioni.
Proprio ieri il governatore del Veneto, il leghista Luca Zaia ha precisato: “Fino a quando ci sarò io è e sarà sempre no all’ipotesi di ospitare una centrale nucleare, il Veneto non ha le caratteristiche necessarie“. La Lombardia precisa: “Siamo autosufficienti nella produzione di energia e di questo bisognerà tenere conto quando si penserà alle nuove localizzazioni ma bisogna notare anche che le centrali del Giappone sono obsolete. Senza dimenticare che il Giappone è terra altissimamente sismica. Parliamo di centrali di nuovissima generazione e, inoltre siamo un Paese sismico, ma migliaia di volte meno del Giappone“.

Il  governatore della Campania, Stefano Caldoro ricorda: “Proprio oggi c’è stata una scossa del terzo grado nel beneventano,  ma c’è un gap energetico da colmare e non bisogna fare scelte ideologiche. Le condizioni morfologiche della Campania non lo consentono decideranno gli esperti, ma non mi risulta che il governo pensi a una centrale da noi”. Una posizione simile era stata espressa dal governatore del Piemonte, il leghista Cota: “Dire no al nucleare sarebbe ipocrita con le centrali francesi al confine, ma in Piemonte non ci sono le caratteristiche adatte per un nuovo impianto“.

Continuiamo ad essere contrari al nucleare tanto più oggi, non è sicuro e non risolve i problemi energetici“, ha detto Vasco Errani, presidente dell’Emilia Romagna e della Conferenza delle Regioni. “Dobbiamo imparare dalla tragedia giapponese“, aggiunge il governatore della Puglia, Nichi Vendola. Il governatore della Toscana, Enrico Rossi, è da sempre contrario. Ma è no anche dal Lazio: “Non c’è bisogno di nuove centrali“, dice Renata Polverini. Il presidente della Basilicata Vito De Filippo spiega le ragioni del no: “Il nucleare è come un’auto senza freni. I costi, anche per la gestione delle scorie, sono alti e ci sono rischi per la sicurezza“. Il siciliano Lombardo avverte: “Il governo eviti di farci fare manifestazioni contro lo sbarco del nucleare in Sicilia“.

Matteo Oliviero