Piano Unicredit per la galassia Ligresti

Il salvataggio di Premafin e FonSai è ormai di competenza Unicredit. Dopo il rifiuto da parte della famiglia Ligresti della nuova proposta di Groupama formulata come alternativa al patto siglato lo scorso ottobre dalle parti, ma reso inattuabile dal verdetto della Consob in merito all’obbligatorietà di lanciare un’Opa, la strada Unicredit, maggior creditore e partner storico delle due aziende coinvolte nell’operazione, sembra la più probabile.

Secondo alcune indiscrezioni di stampa pubblicate da La Repubblica, infatti, Ligresti si sarebbe affidato all’istituto di piazza Cordusio, che al momento starebbe studiando un piano alternativo a quello formulato da Groupama ma che allo stesso tempo consenta il salvataggio di Premafin e delle sue controllate. Il nuovo patto allo studio di Unicredit, da quanto si apprende dal quotidiano romano, si differenzierebbe da quello del gruppo transalpino in quanto non punterebbe più sulla finanziaria che controlla l’intero gruppo delle aziende della famiglia Ligresti, tra cui l’ambita FonSai, ma direttamente su quest’ultima, che ha bisogno di un aumento di capitale sociale di almeno 500 milioni di euro.

Per attuare tale strategia, però, le modalità che adotterà Unicredit sarebbero analoghe a quelle previste dal piano dei francesi di Groupama. Da quanto riportato dalla stampa, non confermato comunque né da Unicredit, né da Premafin, l’istituto bancario italiano acquisterebbe dalla finanziaria di Ligresti i diritti per sottoscrivere l’aumento di capitale sociale così da arrivare, al termine dell’operazione, di una quota inferiore al 7-8% del capitale di FonSai. In tal modo la famiglia Ligresti incasserebbe una somma intorno ai 150 milioni di euro seguendo l’aumento di capitale senza scendere al di sotto del 30% della quota di partecipazione. Sempre dalle indiscrezioni della stampa, sembra che il piano allo studio sia condiviso da tutto il management della galassia Ligresti.

Marco Notari