Unità d’Italia, schermaglie Udc-Lega: Reguzzoni, “Domani sarò coi miei figli”

La Lega Nord alza il clima attorno alle celebrazioni dei 150 anni dall’unità nazionale. E lo fa lanciando piccoli ma pesanti messaggi di insofferenza bei confronti di questa ricorrenza – malgrado il ruolo di governo che dovrebbe nesser chiamato a tenere. E così in quetse ore si registrano attriti sempre nuovi e crescenti, come quello fra l’Unione di centro e lo stesso Carroccio. E’ Cesa, per i centristi, a etichettare l’atteggiamento leghista come “semplicemente vergognoso”, e dimostrazione “che il Carroccio non sarà mai un partito di governo, ma è destinata a restringersi in un localismo diffuso”. Moventi che dovrebbero portare all’assenza di parti della Lega durante le celebrazioni di domani, come già avvenuto peraltro in Lombardia e Emilia Romagna in queste ore.

La motivazione, addotta dal capogruppo della Lega alla Camera Marco Reguzzoni, in questo senso non fuga il dubbio di un’assenza più che calcolata: la sua non partecipazione alla seduta comune del Parlamento convocata domani nell’aula di Montecitorio, sarebbe mossa da alcune necessità stringenti: “Non cisarò – spiega – perché hanno deciso di chiudere gli asili, perciò io sarò con i miei figli. Gli altri? non lo so, ognuno agirà secondo coscienza evitiamo polemiche inutili. Il paese ha bisogno di riforme. Il governo sta lavorando”. Nessuna direttiva comune, per i leghisti. Ma l’assenza di un capogruppo in aula rischia di pesare parecchio. Casini, interpellato, non si scompone. “Faccia quello che vuole, non voglio più occuparmene, non merita la mia attenzione”, è la replica del centrista.

v.m.