Yara, due investigatori: Sconcertante la conduzione delle indagini

OMICIDIO YARA. Se nelle dichiarazioni ufficiali del procuratore aggiunto di Bergamo, Massimo Meroni, è stato escluso quasi categoricamente – e a nostro avviso forse anche in maniera fin troppo avventata – la possibilità che Yara Gambirasio, la tredicenne scomparsa da Brembate di Sopra a fine novembre e ritrovata morta il 26 febbraio in un campo di Chignolo d’Isola, possa essere stata scelta come vittima di un sacrificio di matrice esoterica da parte dei suoi aguzzini, qualcuno denuncia che la piccola vittima di questo inquietante delitto sia diventata «motivo di un assurdo contendere investigativo». Una sorta di premio simbolico a cui avrebbero ambito, da rivali, la polizia e i carabinieri. La memoria di Yara divenuta quasi un feticcio. A lanciare la pesantissima accusa sono due investigatori che, celando la propria identità, hanno inviato una lettera alla redazione del quotidiano lombardo L’Eco di Bergamo.

SCONCERTANTE LA CONDUZIONE DELLE INDAGINI Nel testo scritto dai due anonimi esponenti delle forze dell’ordine si legge: «Abbiamo assistito ad una gestione delle indagini da parte degli inquirenti perlomeno discutibile e oggettivamente farraginosa. Forse la chiave di questo insuccesso investigativo è da ricercarsi nella cronica assenza (storica) di sinergia tra carabinieri e polizia, che si ripropone in maniera antipatica e puntuale. Le due forze dell’ordine invece di condividere mezzi, uomini e risorse, finiscono per nascondere alla controparte informazioni ed indizi, con l’unico risultato di non raggiungere mai il traguardo consolandosi che nemmeno i cugini sono riusciti a raggiungerlo».
La lettera prosegue lanciando un attacco anche nei confronti della magistratura che si è dimostrata più volte «impreparata o per lo meno avventata» come nel caso dell’arresto del cittadino marocchino e poi nel dissequestro prematuro dell’area in cui è stato ritrovato il cadavere, per poi riporre i sigilli ventiquattro ore dopo.

La missiva si conclude con un ringraziamento per il lavoro effettuato dai volontari e con una simbolica richiesta di scuse rivolta direttamente alla piccola Yara.Le parole di Meroni, ieri, hanno fatto discutere i più. Nonostante l’incontro con i giornalisti fosse stato organizzato per fornire chiarimenti ed evitare che la stampa continuasse a pubblicare «chiacchiere che poggiano sul niente», l’intento del procuratore non sembra essere stato raggiunto.
In particolare hanno lasciato qualche perplessità le dichiarazioni circa la quasi impossibilità che dietro al delitto di Brembate possa esserci una matrice che fa capo all’esoterismo. In  questo articolo abbiamo cercato di mettere in evidenzare i perché.

S. O.