Crisi vivai italiani, la soluzione di Prandelli: “Mandiamo l’U21 a giocare in Serie B”

CRISI VIVAI ITALIANI, PRANDELLI. Il calcio italiano continua a navigare in acque non proprio limpide. Nelle Coppe Europee è infatti rimasta solo l’Inter a rappresentare i colori italiani, e nei Ranking Uefa e Fifa la situazione non è delle più rosee, visto che il nostro paese occupa posizioni non certo gratificanti. Per uscire da questa situazione bisognerebbe ripartire dai vivai e dal rilancio del calcio giovanile, ed il Ct azzurro Prandelli sembra aver trovato la soluzione: iscrivere l’U21 in Serie B.

LA PROPOSTA DEL CT – L’idea di Cesare Prandelli è abbastanza semplice, e sembra aver ottenuto l’appoggio di Demetrio Albertini e di Arrigo Sacchi. Secondo il Ct della Nazionale italiana si dovrebbe costituire un Club di calcio che contenga al suo interno 25 giocatori, che abbiano un’età che gli permetta di giocare nell’Under 21 di Ferrara. Questi ragazzi, che arriverebbero in prestito dai club nei club nei quali sono tesserati, verrebbero seguiti dal Ct dell’Under Ciro Ferrara, e si potrebbero allenare e preparare in un campionato duro e difficile come quello di B. I risultati di questo Club Italia non avrebbero poi alcuna influenza sulla classifica di B (in parole povere l’U21 non retrocederebbe in LegaPro, né salirebbe in A), ma permetterebbero al Ct dell’U21 di avere una squadra pronta e preparata ai vari impegni internazionali che dovrebbe affrontare nel corso dell’anno.

PETRACHI FAVOREVOLE, A. ABODI NO – Come detto in precedenza, Demetrio Albertini ed Arrigo Sacchi sono favorevoli a questa pensata di Prandelli. Anche il Ds del Torino Gianluca Petrachi si è detto entusiasta di quest’iniziativa, che secondo lui potrebbe portare “Ad un netto abbassamento di alcuni ingaggi sproporzionati“. I contrari alla trovata del Ct azzurro sono invece tanti, ed hanno come autorevole rappresentate Andrea Abodi, il presidente della Lega di Serie B. Andrea Abodi che ad alcuni giornalisti ha affidato questo suo pensiero sull’iniziativa: “Condivido l’analisi e i presupposti, ma non la soluzione. Qualunque proposta, considerata la fase delicata che sta attraversando il nostro calcio, merita rispetto. Il modello giusto è un altro: bisogna creare un movimento, piuttosto che una squadra con una corsia preferenziale per le convocazioni in azzurro“. Abodi che ha poi concluso il suo intervento con questo messaggio forte alla Serie A: “La A ci deve riconoscere come fucina di talenti, prima di rivolgersi all’estero. Il nostro campionato ha infatti abbassato l’età media a 25 anni e 11 mesi, grazie alla distribuzione del 25% delle risorse collettive sulla base dei minuti giocati dagli Under 21 e 23“.

Simone Lo Iacono