Giappone: sopravvissuti abbandonati tra freddo e neve, si temono 20.000 morti

GIAPPONE: SI STIMANO 20.000 MORTI: una settimana fa la terra ha tremato inghiottendo case, vite e, purtroppo, il futuro di molti giapponesi che, nonostante siano sopravvissuti prima al terremoto e poi dallo tsunami, dovranno fare i conti con le possibili conseguenze che le perdite di materiale radioattivo dalle centrali nucleari potrebbero generare. I mostri ora, in memoria di Hiroshima e Nagasaki, che avevano già avvelenato la popolazione nipponica che ebbe a che fare con le indecenti conseguenti della bomba atomica, sono i gas radioattivi. Il tentativo di contenere le possibili conseguenze di un disastro nucleare ha, per forza di cose, obbligato le autorità a mettere in secondo piano le esigenze basiche di quelle migliaia di sopravvissuti che stanno tentando di arrangiarsi come possono.

Non c’è fine al peggio, terremoto, tsunami, incubo radiazioni ed ora la neve ed il freddo che stanno impietosamente piegando i superstiti privi di abitazioni, energia elettrica e servizi adeguati alla loro condizione di sfollati. Inizia a scarseggiare anche l’acqua, motivo per il quale alcune donne nipponiche raccolgono la neve nei secchi al fine di utilizzarla come acqua utile a lavare i vestiti. Dispersi e lontani dalle grandi conurbazioni urbane, da Myagi, questi sfortunati superstiti denunciano: “La notte fa un freddo cane non c’è riscaldamento e abbiamo solo delle coperte, che dobbiamo mettere sul pavimentoe poi, ancor più risolutamente, si ricorda che la distribuzione di beni di prima necessità ma anche di medicinali, che ormai scarseggiano, devono essere spartite in modo equo su tutto il territorio: “a Tokyo fanno incetta di carburante e di cibo e noi non abbiamo niente da comprare“.

Ultimo dato, tristemente realistico, concerne le proiezioni che si fanno sulla cifra dei potenziali morti: si hanno ragionevoli dati per supporre che il bilancio definitivo di questa apocalisse si assesterà intorno ai ventimila morti.

Valeria Panzeri