La Russa bacchetta la Lega sull’Unità d’Italia

La decisione del Carroccio di tenere le mani libere sulle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia? Per il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, si tratta di una “caduta di stile” e dell’ennesima dimostrazione che il partito del Senatur ha ancora molta strada da fare. “La Lega cresca – ha detto il ministro a La Repubblica – e impari che i Paesi più federalisti del mondo sono quelli più affezionati all’identità nazionale”. “Cresca – ha ribadito – e smetta di seguire le minoranze estremistiche che ci sono dentro al Carroccio solo per prendere i voti di una parte minoritaria, quella che si attarda sul secessionismo che Bossi per primo ha abbandonato. Non c’è obbligo di presenza (alle celebrazioni per i 150 anni dell’Italia unita, ndr) – ha sottolineato – ma obbligo di rispetto sì”.

“Alcune dichiarazioni di esponenti leghisti, come quelle di Mario Borghezio e Francesco Speroni in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia – ha continuato il responsabile della Difesa – sono campate in aria. Ad ogni modo c’è libertà di parola  e quindi anche di folklore, a condizione che – ha precisato il coordinatore del Pdl – non ci sia mancanza di rispetto, scorrettezza o ostilità”. Quanto alle polemiche sollevate dall’opposizione che ha stigmatizzato l’atteggiamento di molti leghisti che, in importanti sedi istituzionali, hanno “snobbato” l’Inno di Mameli: “Sono polemiche strumentali – ha tagliato corto La Russa – Gli esponenti di sinistra per mettere in difficoltà Berlusconi hanno detto ‘noi siamo quelli dell’Inno nazionale’ anche se dovrebbero impararne le parole.

La scelta da parte della Lega del Nabucco – ha piuttosto evidenziato il ministro – è la prova che il Carroccio è una tessera del mosaico più bello del mondo, l’Italia”. Di più: “Dov’erano Bersani e D’Alema – ha rilanciato La Russa – quando sono state ricordate le foibe? E perché gli esponenti dell’opposzione, a parte qualche eccezione, non erano alla Festa delle Forze armate del 4 novembre?”.

Maria Saporito