Lazio, parla l’Avvocato Gentile: “Quereleremo Di Canio”

LAZIO, PARLA L’AVVOCATO GENTILE – La lite televisiva tra il presidente laziale Claudio Lotito e l’opinionista Mediaset (ed ex giocatore biancoceleste) Paolo Di Canio ha lasciato, come previsto, degli strascichi. Durante il diverbio, scoppiato al termine del derby perso dalla Lazio per 2-0, Di Canio aveva aspramente criticato la gestione tecnica da parte del presidente laziale soffermandosi in particolar modo sull’eccessivo prezzo pagato per Zarate in relazione alle scarse prestazioni del numero 10 argentino. 37 milioni di euro secondo l’ex West Ham, 20 secondo Lotito. Altra esternazione poco gradita dal numero 1 laziale era stata quella circa l’indagine aperta dalla FIGC nei suoi confronti per irregolarità commesse nell’ambito del trasferimento.

Quest’oggi, tramite l’emittente radiofonica romana “Radio Sei”, è arrivata la smentita del club romano attraverso le parole del proprio avvocato Gian Michele Gentile il quale innanzi tutto precisa che la cifra spesa per l’acquisto di Zarate è quella indicata dal presidente: “Non so dove abbia preso queste cifre Di Canio, evidentemente il suo rancore nei confronti della Lazio è tale da fargli dire cifre a vanvera. Il bilancio laziale riporta l’acquisto di Zarate messo a 20 milioni e 200 mila euro, questa è la penale pagata all’Al Sadd”.

Per quanto concerne l’indagine condotta dalla Federazione Gentile afferma con serenità: “Non è successo niente. L’indagine della procura federale è scattata perchè, nell’operazione di prestito di Zarate dall’Al Sadd il primo anno, il ragazzo aveva uno stipendio minimo di 1.500 euro al mese. E’ venuta fuori l’indagine per capire come mai un calciatore come Zarate aveva uno stipendio così basso. Ed è venuto fuori, documenti alla mano, che in realtà la Lazio aveva pagato all’Al Sadd un compenso per il prestito, che l’Al Sadd continuava a pagare lo stipendio che aveva pattuito con Mauro Zarate all’inizio del contratto, quindi l’Al Sadd pagava lo stipendio a Mauro, la Lazioha pagato un compenso oneroso per il prestito oneroso del giocatore per tutto l’anno con il quale si rimborsava anche una parte dello stipendio che prendeva. L’indagine è stata chiusa, anche perchè non ci sono stati altri problemi da quel rapporto”.

PRONTA LA QUERELA – A quanto sembra la Lazio farà seguire i fatti alle parole querelando Di Canio, come specificato dall’avvocato: “La Lazio è una società quotata in Borsa – conclude Gentile – sottoposta a controlli periodici da parte della Consob. Oggi ci vantiamo di essere una sorta di esemplare modello di buona e sana amministrazione, figuratevi se possono scomparire 14 milioni. La querela per Di Canio? Preparerò gli atti. E’ stato un episodio spiacevole ma soprattutto è stata spiacevole l’acidità e il rancore con cui Di Canio ha trattato la Lazio, era un simbolo. L’essere fuori dall’ambiente lo ha un po’ frustrato…”.

Una querelle che non è piaciuta al popolo biancoceleste che, già mortificato dalle 5 sconfitte consecutive nel derby, ha visto in questo siparietto una vera e propria caduta di stile. Sia da parte di Lotito che del mai dimenticato Paolo Di Canio.

Simone Meloni